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Luigi De Magistris al Corriere: "Il movimento dei sindaci ci sarà"

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La lista dei sindaci esiste e presto sarà realtà, ma non chiamatela così. Ad annunciare il protagonismo di alcuni dei primi cittadini più in vista nel centrosinistra per la costruzione di una coalizione di governo è Luigi De Magistris. Il sindaco di Napoli è certamente il volto che più di tutti catalizza l'attenzione dei movimenti e della società civile: ex magistrato, poi deputato europeo e da oltre un anno ormai decretato da tutte le classifice il "sindaco più amato d'Italia", sarà uno dei promotori del movimento che sosterrà il progetto del centrosinistra pronto a candidarsi alle elezioni del 2013.

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L'idea è ancora nebulosa, ma il sindaco assicura che presto prenderà forma e sarà in grado di influire sulla costruzione dell'alternativa tanto al centrodestra quanto alla linea montiana: "A breve renderemo pubblico il manifesto - ha dichiarato de Magistris in un'intervista al Corriere della Sera - ci saranno contenuti economici e sociali importanti, come la riappropriazione dei beni comuni, il concetto di impresa privata che miri non più solo al profitto del singolo ma al bene sociale, la partecipazione diretta dei cittadini nella gestione o nel controllo di aree comuni e servizi pubblici". Esigenze nate dal territorio, perchè la caratteristica che può fare dei sindaci i soggetti più adatti ad indirizzare un programma politico è proprio la conoscenza profonda dei bisogni delle comunità.

Dunque il movimento ci sarà, ma attenzione a parlare di lista civica: "Nome inventato dai giornali e che non rende giustizia al progetto - spiega De Magistris - Il movimento sarà delle persone che hanno voglia di impegnarsi in politica, come lo è stato quello che mi ha portato a fare il sindaco di Napoli". D'altronde quella della lista a sostegno dell'asse Pd-Sel è solo un'eventualità che dipende in larga parte dalla legge elettorale con cui si andrà al voto nel 2013. Ma gli ingredienti per una rete di sindaci e amministratori in grado di modernizzare il centrosinistra (da Emiliano a Pisapia, da Zedda a Doria, a Orlando) ci sono tutti: l'obiettivo è quello di portare le istanze movimentiste emerse nelle città della cosiddetta "rivoluzione arancione" a livello nazionale, per superare le politiche eccessivamente rigoriste del governo Monti.

Luigi De Magistris e il movimento dei sindaci

E in merito alle tensioni in quello che era il suo partito (ci tiene a sottolineare di aver restituito la tessera dell'Idv appena diventato sindaco di Napoli) De Magistris non esita a difendere la buona fede di Antonio Di Pietro, messo alle strette dalla fronda interna guidata da Donadi: "A volte userà anche espressioni che non aiutano il dialogo, ma quello che oggi vuole e' chiaro: l'alleanza con il Pd e Sel deve servire a proporre una alternativa. A Donadi invece interessa una somma algebrica di voti che può anche portare a vincere le elezioni". Anche nell'Idv, dunque è giunto il momento di trovare una mediazione tra la linea da combattimento del leader e le posizioni più allineate all'interno del partito.

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Infine la rassicurazione ai suoi concittadini: a dispetto di chi insinua, spesso e volentieri, che la sua candidatura a Napoli sia stata solo la ricerca di lasciapassare per Palazzo Chigi, De Magistris assicura che non si candiderà alle primarie e che con i napoletani c'è il patto di governare la città almeno per i prossimi 4 anni: "Per nessuna ragione al mondo lo violerò. Ma proprio la mia elezione a Palazzo San Giacomo può essere un modello da seguire: ho avuto voti da moderati pur facendo proposte radicali, voti oltre i partiti, voti di chi aveva già scelto l'astensionismo. In questo caso Napoli può servire all'Italia. E, come ha già fatto nella storia, unire anziché dividere".

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