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Luigi De Magistris indagato per la Coppa America: "Palate di fango su di me"

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Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris ha commentato solo dopo dodici ore la notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati da parte della Procura di Napoli per la gestione della Coppa America 2012. Insieme al governatore della Regione Campania Stefano Caldoro e all'ex presidente della Provincia Luigi Cesaro, il sindaco risulta indagato con l'accusa di turbativa d'asta.

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Il riferimento è alla scelta del socio privato della prima edizione dell'America's Cup tenutasi a Napoli nel maggio del 2012: secondo la Procura non sarebbero state rispettate le procedure di evidenza pubblica nella scelta del partner per la gestione dell'evento (l'Unione Industriale di Napoli guidata da Paolo Graziano, ugualmente indagato) nella prima fase di gestione della Acn, la società di scopo che ha guidato la gestione della competizione velica. Ipotesi che secondo il sindaco non sta in piedi: "Non so che tipo di asta potremmo turbare io, Caldoro e Cesaro insieme - ha dichiarato Luigi De Magistris al Tgr Campania - Quando ho letto la notizia, ieri, mi veniva un un po' da ridere, ma purtroppo è una vicenda seria. Sono una persona perbene ed oggettivamente mi sento ingiuriato da questa ipotesi di accusa".

Una questione spinosa questa della Coppa America per l'ex pubblico ministero ed europarlamentare Idv: un progetto che ha ridato lustro alla città e fatto registrare ottime ricadute sul settore turistico, generando un indotto economico nell'ordine di decine di milioni di euro (totale dell'impatto economico stimato: 36 milioni), ma ha anche prodotto strascichi giudiziari importanti. Sempre per la realizzazione dell'evento, infatti, sono indagati anche il fratello Claudio De Magistris, che collabora a titolo gratuito con il Comune come consulente Grandi Eventi, e il presidente della camera di commercio Maurizio Maddaloni.

Da sempre difensore dell'autonomia del potere giudiziario, De Magistris ha riconosciuto alla magistratura "il dovere di indagare" lamentando però il fatto di stare "ricevendo oggettivamente palate di fango". Commentando gli sviluppi delle inchieste aperte dalla Procura del capoluogo campano sull'attività del Comune (un’altra inchiesta è stata aperta sull’assessore Pina Tommasielli, accusata di aver fatto cancellare alcune multe a parenti), De Magistris ha aggiunto: "Non ho mai visto un'attenzione così forte verso un sindaco, come sta avvenendo con di me negli ultimi tempi, e questo mi lascia perplesso (...) Fermo restando che la magistratura ha tutto il diritto e il dovere di indagare fino in fondo, per quanto mi riguarda però non troverà nulla. Prendo atto che ogni giorno apprendiamo di una nuova indagine. Io non ho ricevuto nessun avviso di garanzia e la procura non mi ha mai chiamato".

Nella fattispecie della gestione della Coppa America a Napoli, il sindaco ha spiegato di non essersi "occupato nè di gare nè di altro, ecco perchè trovo inaccettabile che si pensi, anche solo lontanamente, a una turbativa d'asta. Non ho mai visto nulla che potesse apparire illecito". Si è poi detto convinto della buona fede di tutti i suoi "più stretti collaboratori e i dipendenti comunali" che certamente hanno "agito correttamente": "Se mi chiedete se c'è qualcuno fra i privati che ha ottenuto un beneficio illecito, per quanto mi riguarda la risposta è assolutamente no".

De Magistris continua a difendere la maxi-operazione Coppa America dalle accuse di irregolarità e nel contempo ricorda i benefici che la competizione sportiva ha portato alla città in termini di introiti per operatori commerciali, ristoratori, albergatori. Un'operazione che ha contribuito a cancellare l'immagine di Napoli come terra dei rifiuti e a rilanciarla sullo scenario internazionale: "Più cerchi di cambiare la politica - ha concluso De Magistris - più ti ostacolano con gli esposti, più cerchi di cambiare le cose, più ti denunciano".

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