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Luigi Marattin, insulti omofobi a Vendola su Facebook

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Chi ha paura di Nichi Vendola? Dopo l'assoluzione piena del governatore della Puglia dallo scandalo sanità, il leader di Sel è di fatto tornato a essere un protagonista della primarie e la sua presenza forse qualche preoccupazione la desta. Diversamente sarebbe difficile capire il motivo della reazione di Luigi Marattin, un fedelissimo di Matteo Renzi, che su Facebook ha rivolto a Vendola un pesante insulto omofobo.

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Tutto nasce perché Marattin sente il governatore della Puglia dire a Otto e mezzo, su La7: "Renzi perderà le primarie perché ha come modello Tony Blair, la figura più fallimentare della storia della sinistra europea, che ha sempre perso e fatto perdere". E' un attimo, e l'assessore al bilancio del comune di Ferrara, renziano accanito, riporta l'osservazione di Vendola sul suo profilo Facebook aggiungendo: "Nichi, per usare il tuo linguaggio, ma va' a elargire prosaicamente il tuo orifizio anale in maniera totale e indiscriminata".

Post che ovviamente non passa inosservato e che scatena immediatamente l'indignazione non solo dei sostenitori di Sel, ma anche del Pd e di buona parte del web. "Vergognarsi di avere nel PD gente simile al signor @LuigiMarattin", scrive @fiordisale su Twitter, pensiero condiviso pure da @sergiogaudio: "Luigi Marattin, assessore al bilancio di Ferrara del Pd, mi fa vergognare di essere nel suo stesso partito per le parole dette su Vendola", mentre altri, come @GenCarotenuto chiedono al sindaco di Firenze di prendere posizione e all'assessore colpevole di dimettersi: "@matteorenzi si dissoci da insulti omofobi a @NichiVendola di assessore PD al bilancio di Ferrara. Luigi Marattin. DIMISSIONI, fai retweet!". Dopo il vespaio scatenato, il post scompare, ma in rete ormai circola più d'uno screenshot con la frase incriminata e allora Marattin non può far altro che provare ad aggiustare il tiro.

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L'assessore prima spiega di ritenere "sbagliata e scorretta" l'affermazione di Nichi Vendola e poi scrive: "D'istinto ho scritto un post duro, che può essere considerato volgare. Me ne scuso, se ho offeso sensibilità di qualcuno" e poi aggiunge: "Ci tengo solo a precisare una cosa: sarei a mia volta offeso se qualcuno collegasse il mio post ai gusti sessuali di Vendola", spiegando che "per me le preferenze sessuali (così come le fedi religiose, il sesso, il colore della pelle, ecc) non sono caratteristiche che devono in alcun modo condizionare chi voglia esprimere opinioni (anche se dure, come nel mio caso) su una persona". Quindi conclude: "In ogni caso, ho senza dubbio esagerato col linguaggio, e me ne scuso", senza però chiedere scusa al diretto interessato.

L'assessore ferrarese ribadisce il concetto pure su Twitter: "Chiedo scusa per il mio post, ma sono a mia volta offeso che qualcuno possa averlo legato ai gusti sessuali di Vendola", ma certo è che se le affermazioni di Marattin non sono omofobe - come lui dichiara - di sicuro sono tutto meno che di classe ed esulano da qualsiasi contenuto politico, riaprendo ancora una volta impietosamente il dibattito sull'uso dei social media fatto dai sedicenti 'giovani' e 'rottamatori'. Sono in molti oggi sul web a notare che "Luigi Marattin sia l'ennesimo politico (non certo in forze a centro destra) che non ha capito alcune cose" (@contepaz83): "Luigi Marattin è un caso di privacy comportamentale. Dici in pubblico pensando di scrivere in (semi)privato", osserva acutamente @fedecolonna su Twitter.

E Renzi? Per ora il sindaco di Firenze non favella. Ma forse, giustamente, prima di prendere posizione sta studiando con Gori il modo migliore per rispondere: di danni, al momento, ne sono già stati fatti abbastanza...

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