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Luigi Preiti, chi è il responsabile della sparatoria a Palazzo Chigi: "Volevo colpire i politici"

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Si chiama Luigi Preiti, ha 49 anni, originario di Rosarno in Calabria ma residente da oltre 20 anni ad Alessandria: è l'uomo che ha aperto il fuoco in Piazza Colonna, davanti all'ingresso di Palazzo Chigi, nella mattina di domenica 28 aprile, proprio negli stessi minuti in cui i ministri e il premier Enrico Letta giuravano sulla Costituzione davanti al Capo dello Stato al Quirinale.

Sparatoria a Palazzo Chigi durante il giuramento del governo Letta al Quirinale: le foto

I fatti si sono verificati poco dopo le 11.30, in quello che doveva essere un giorno di relativa serenità per la nascita del nuovo governo: vestito in giacca e cravatta per passare inosservato in occasione dell'insediammento del governo, Luigi Preiti è arrivato in Piazza Colonna ed ha estratto una pistola calibro 22 (di cui peraltro era in possesso senza il relativo porto d'armi). L'uomo, incensurato, ha sparato diversi colpi contro i carabinieri impegnati nel servizio di sicurezza: due uomini sono rimasti colpiti, uno al collo e l'altro alle gambe. Colpita di striscio, sembra dal rimbalzo di un proiettile, anche una passante, una donna incinta che è risulta ferita in modo lieve.

Governo Letta, il giuramento dei ministri al Quirinale. Sparatoria a Palazzo Chigi

Il neoministro degli Interni Angelino Alfano ha riferito ai cronisti sulla vicenda: l'uomo ha aperto il fuoco sparando sei colpi e subito dopo essere stato fermato ha dichiarato di volersi suicidare, ma di non esserci riuscito a causa dell'esaurimento del caricatore. Due colpi hanno raggiunto il brigadiere Giangrande, ricoverato all'Ospedale Umberto I di Roma in prognosi risevata, mentre il carabiniere scelto Negri è stato ferito ad entrambe le gambe ed è in condizioni non gravi. Ad un primo esame degli eventi, ha dichiarato Angelino Alfano, la vicenda va ricondotta ad un gesto isolato sui ci sarenno ulteriori accertamenti. Sono stati rafforzati i controlli presso obiettivi a rischio.

Dopo pochi minuti dalla sparatoria è stato possibile ricostruire un identikit dell'uomo che ha aperto il fuoco: Luigi Preiti è un muratore emigrato dalla Calabria al Piemonte oltre vent'anni fa, un uomo che come tanti ha perso il lavoro e si è separato dalla moglie anche a causa dei problemi economici. Non soffre di problemi mentali, ma sembra affetto da depressione. Tre anni fa aveva deciso di tornare dai genitori a causa della difficoltà a ritrovare un lavoro. La famiglia conferma che l'uomo non aveva problemi psichici. Incredulo il fratello Arcangelo, che a TgCom24 ha dichiarato: "Non mi risulta che mio fratello sia affetto da patologie. Siamo rimasti allibiti, chiediamo scusa a tutti. Non vedo mio fratello da agosto, non ho notato nulla di strano in lui. Tre anni fa si è separato dalla moglie, poi con la crisi non ce l'ha fatta più e ha lasciato il Piemonte, tornando a vivere in Calabria. Viveva con i nostri genitori, non aveva un lavoro fisso. I nostri genitori sono rimasti sconvolti, non avevano nessun sentore, non sanno come spiegarsi quello che è successo. Ci scusiamo con tutti".

Luigi Preiti è stato ricoverato all'ospedale San Giovanni, leggermente ferito poichè ha sbattutto la testa durante la colluttazione con gli agenti che lo hanno fermato. Proprio a loro, secondo quanto riporta il TgLa7, avrebbe detto: "Perchè non mi uccidete?". Al procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani che lo ha ascoltato, Preiti si è assunto la responsabilità della sparatoria ed ha aggiunto: "Volevo colpire i politici". L'uomo ha confessato di aver pianificato l'atto da diversi giorni: "Ho voluto fare un gesto eclatante in un giorno importante: non odio nessuno in particolare ma sono disperato (...) ho deciso di fare questo 20 giorni fa" ha dichiarato Preiti, sostenendo di aver comprato la pistola al mercato nero ad Alessandria. Secondo il magistrato non si tratta di una persona squilibrata, ma non si esclude che nei prossimi giorni l'uomo possa essere sottoposto a perizia psichiatrica per valutarne le condizioni mentali: "È un uomo pieno di problemi che ha perso il lavoro, aveva perso tutto, era dovuto tornare in famiglia: era disperato. In generale voleva sparare sui politici, ma visto che non li poteva raggiungere ha sparato sui carabinieri".

Sparatoria a Palazzo Chigi, le prime immagini degli spari

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