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Luttazzi: "Su Grillo ho tutta una serie di riserve"

"Mi auguro che Grillo non faccia la fine di Benigni". L'auspicio arriva da Daniele Fabbri, in arte Luttazzi. "Benigni - scrive il comico sul proprio blog - è finito a declamare la Divina Commedia in braccio a Mastella. Il Benigni di vent'anni fa si sarebbe fatto prendere in braccio da Mastella solo per pisciargli addosso". Luttazzi parla di "democrazia dal basso", ma, sottolinea "Le proposte di legge di Grillo fanno acqua da tutte le parti" Perché? "Innanzitutto un parlamentare con più di due Legislature alle spalle è una persona la cui esperienza potrebbe fare bene al paese, poi perché chi è condannato in primo e secondo grado non lo è ancora in modo definitivo e inoltre esprimere la preferenza per il propri candidato ha dei pro e dei contro".

Un movimento accusato di Demagogia e Populismo. Una demagogia che per Luttazzi si configura "Nell'illusione che una legge possa risolvere la pochezza umana". "Grillo - ricorda l'ex prof. Fontecedro - ha poi parlato di Di Pietro come una persona per bene. Quindi chi non la pensa come lui non lo è? Populismo". Grillo fa satira o politica? Si tratta di una "ambiguità di fondo" che il comico genovese "si guarda bene dallo sciogliere… La satira è contro il potere. Contro ogni potere, anche quello della satira. La logica del potere è il numero. Uno smette di fare satira quando si fa forte del numero di chi lo segue. Grillo il problema manco se lo pone". Quindi la stoccata "Scegli, Beppe! Magari nascesse ufficialmente il tuo partito! I tuoi spettacoli diventerebbero a tutti gli effetti dei comizi politici e nessuno dei tuoi fan dovrebbe più pagare il biglietto d'ingresso. Oooops!".

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