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Luxuria alla Meloni: "Contro le adozioni gay? Sei cresciuta senza padre". E Toscani denuncia FdI per il manifesto anti-gay

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Il dibattito sul tema delle adozioni gay è tornato ad infiammmarsi con strascichi infelici. Le prime reazioni alla storica sentenza del Tribunale dei minori di Roma, che ha stabilito la legittimità dell'adozione di una bambina da parte della compagna della madre, erano arrivate fin da subito: dalle critiche di Giovanardi ad altri esponenti del centrodestra al plauso di alcuni Dem e di Sinistra Ecologia e Libertà, lo spettro delle forze politiche si è diviso più o meno specularmente. Ma a finire nella bufera è il partito di Giorgia Meloni, Ignazio La Russa e Guido Crosetto, per aver fatto sua un'idea che è andata oltre le prese di posizione.

Adozioni gay in Italia, primo caso a Roma: la storica sentenza

Fratelli d'Italia ha deciso di aderire ad una raccolta firme per una proposta di iniziativa popolare contro le adozioni per le coppie gay: per diffondere la notizia in rete, è stata usata una sorta di locandina con tanto di slogan "Un bambino non è un capriccio". Nell'immagine, una foto di Oliviero Toscani, due coppie gay con al centro un bambino. Al claim segue l'invito a schierarsi per la difesa della cosiddetta famiglia tradizionale: "No alle adozione per i gay. Difendiamo il diritto dei bambini ad avere un papà e una mamma".

(I bambini delle Famiglie Arcobaleno si raccontano: il video)

Immediata la reazione del fotografo e art director Oliviero Toscani, che evidentemente non ha mai dato la sua autorizzazione all'utilizzo dell'immagine e ha annunciato una querela.

Toscani ha anche aggiunto di essere favorevole alel adozioni gay: "Dopo il fotoscippo di Fratelli d'ItaIia, mi rendo conto che sarebbe stato bello essere figlio di Mercury e Nureyev, o di Pasolini e Da Vinci" ha scritto in un altro tweet.

In risposta a Toscani è arrivato il comunicato del responsabile Enti locali di FdI Carlo Fidanza, che ha attribuito l'idea ad un militante: "Si è trattato di un errore in assoluta buona fede di qualche nostro militante, ma come partito non abbiamo responsabilità. La foto non era pubblicata sui nostri profili ufficiali. Per quel che mi riguarda, mi spiace e ho rimosso l'immagine dai miei social network". Fidanza ha spiegato di non essere a conoscenza del copyright di Toscani, visto che la foto "si trova in rete senza alcuna indicazione" in merito all'autore. Ad ogni modo, non si tratterebbe di un'idea dei vertici di FdI, ma di una "iniziativa di singoli militanti" che è stata ripresa in rete "singolarmente e in buona fede", ma "non è una iniziativa di partito".

L'altro fronte di polemica aperto dalla campagna di FdI è quello che ha visto protagonista l'ex parlamentare Vladimir Luxuria: attivista per i diritti civili e per la causa LGBT in giro per il mondo (qualcuno ricorderà che durante le Olimpiadi di Sochi è stata perfino arrestata per aver sventolato una bandiera arcobaleno), l'ex deputata di Rifondazione Comunista è entrata direttamente in polemica con Giorgia Meloni. E per direttamente s'intende che la questione è scivolata sul personale. Questo il suo tweet in cui ricorda che la Meloni è cresciuta senza una figura paterna, a dimostrazione che le famiglie tradizionali non sono certo sinonimo di stabilità e felicità.

Se Vladimir Luxuria ci è andata giù decisamente pesante, Giorgia Meloni ha replicato via Twitter esprimendo tutto il disgusto per l'attacco personale, ma la polemica non si è fermata. Attaccata per il suo tweet, Vladimir Luxuria ha provato a spiegare che la critica non era certo rivolta alla Meloni, piuttosto al modello di famiglia esaltato dai conservatori come unico possibile per il bene dei figli.

La questione continua a dividere gli utenti in rete, segno che l'intervento della magistratura sul singolo caso di Roma ha posto nuovamente al centro del dibattito pubblico il tema delicato dei diritti civili, su cui il governo dovrebbe presentare un disegno di legge entro settembre.

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