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Luxuria: "Dopo i fatti di Mosca, intervenga D'Alema"

"Dopo quello che è successo chiedo che Massimo D'Alema intervenga". Con queste parole Vladimir Luxuria ha commentato l'aggressione subita a Mosca da un gruppo di nazionalisti (guarda le immagini), mentre, con alcuni deputati radicali (fra i quali Marco Cappato), manifestava durante il Gay Pride.

"Le cose si erano messe male già dalla mattina quando siamo usciti dall'albergo. Davanti a noi abbiamo trovato un gruppo di poliziotti come comitato d'accoglienza", ha detto l'onorevole di Rifondazione.
Luxuria, ancora scossa per quanto accaduto, è tornata poi a chiedere con forza l'intervento della Farnesina: "E' giusto che si faccia sentire. Massimo D'Alema deve fare pressioni sulle autorità russe affinché Nikolai Aleskev (l'organizzatore del Gay Pride), venga scarcerato!".

Quella giornata a Mosca difficilmente verrà rimossa dalla mente del deputato di Rifondazione: "E' evidente che c'è stata la pressione del sindaco per spaventarci e per non far avere luogo alla manifestazione", ha dichiarato Luxuria. "L'organizzatore del Gay Pride - ha aggiunto - era stato preso dalla milizia che lo voleva portare sul camion: ho cercato di evitarlo e sono stata spintonata. La polizia ci ha detto che voleva portarci via perché voleva proteggerci; ma mentre ci tiravano le uova e, ad alcuni, anche i sassi, la polizia non faceva nulla e rideva".

"Ho visto una persona tirare calci a Ottavio Marzocchi", ha raccontato Marco Cappato, deputato europeo della Rosa nel Pugno, anch'egli coinvolto negli scontri di Mosca. "Allora mi sono messo a urlare agli agenti: "Come mai non ci proteggete?".
"Gli ultranazionalisti hanno adottato un sistema diverso dal solito - racconta ancora Luxuria - e infatti in un primo momento abbiamo pensato non ci fossero. E, invece, questa volta erano semplicemente infiltrati fra i giornalisti. Io mi ero avvicinata per fare delle dichiarazioni, così appena mi sono allontanata hanno iniziato a lanciarmi delle uova. E nessuno ci ha difeso: ci hanno trattati come dei criminali perché non avevamo l'autorizzazione. Pensare che non siamo riusciti neanche a avvicinarci al municipio eppure dovevamo consegnare solo una lettera".

Il sindaco di Mosca aveva definito il Gay Pride "un atto di Satana" e non aveva autorizzato la manifestazione.
I commenti dei parlamentari italiani ed europei sono stati univoci. Tutti hanno ritenuto inaccettabili i comportamenti di Mosca. Solidarietà a Cappato e Luxuria è venuta dal sindaco di Roma Walter Veltroni, dal sindaco di Parigi Bertrand Delanoe, dal presidente del gruppo dei liberal democratici al Parlamento europeo Graham Watson e da quasi tutti i ministri italiani, da Paolo Ferrero a Barbara Pollastrini.
Messaggi di auguri di una pronta ripresa sono arrivati anche dal vice coordinatore di Forza Itala Fabrizio Cicchitto e dal segretario dello Sdi, Enrico Boselli.

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