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M5S, Beppe Grillo incontra i suoi parlamentari: resa dei conti in arrivo?

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Dopo le voci di fronda e le aperte prese di posizione contrarie alla linea 'dall'alto' (vedere l'intervista rilasciata dal deputato Tommaso Currò a La Stampa), Beppe Grillo ha deciso che è arrivato il momento di incontrare i suoi, per quella che in molti hanno già definito una 'resa dei conti'. In località segreta - per evitare stampa e curiosi - i parlamentari del Movimento 5 Stelle oggi incontreranno il loro leader, o "facilitatore" come lo stesso Grillo si è definito, per chiarire le rispettive posizioni. Una riunione che si preannuncia decisamente tesa e alla quale sembra che prenderà parte pure Gianroberto Casaleggio.

Alle prime ore di questa mattina, dunque, i grillini si sono radunati a Piazzale Flaminio, a Roma, da dove con alcuni pullman raggiungeranno un luogo non meglio identificato (c'è chi dice un albergo sui Colli, chi invece ha parlato de L'Aquila, dove stasera si terrà una fiaccolata in ricordo del terremoto) e qui metteranno sul tavolo le tensioni che attraversano il Movimento. Che non sono poche.

Dopo i Senatori ribelli che hanno votato Pietro Grasso, infatti, le fila degli scontenti o comunque di coloro che non condividono la linea dell'inazione, pur restando fedeli ai principi a 5 Stelle, si sono ingrossate. Il già citato Currò, per esempio, al giornale torinese ha dichiarato che per lui è necessario "un confronto con il Pd", con il quale si condividono molte posizioni, "penso agli immigrati, all'ambiente, ai diritti civili" e ha altresì criticato duramente l'organizzazione 'centrale' del M5S: "Noi parlamentari non siamo automi, e nemmeno bambini. Nessuno ci può svuotare della nostra personalità politica, diversamente diventiamo schiavi di un manovratore", concludendo: "Io non sono uno schiaccia bottoni per conto terzi".

Una posizione di netta contestazione (con tra l'altro il rifiuto a muoversi per incontrare il leader, che l'incontro in località segreta però ha sicuramente vanificato), cui si accodano altre. Secondo Il Corriere della Sera, infatti, sarebbero nove i "parlamentari a rischio", mentre "i generici insoddisfatti dall'intransigenza" si aggirerebbero tra i 30 e i 40, su 163 eletti. D'accordo con la posizione di Currò (contro il no a Pierluigi Bersani) ci sono anche i deputati Mimmo Pisano e Matteo Dall'Osso, mentre tra i "critici" si annoverano i senatori Francesco Campanella, Stefano Lucidi e Giuseppe Vacciano e tra coloro in cerca di più dialogo, ma non "dissidenti", Vittorie Ferraresi, Mara Mucci e Giulia Sarti.

A Grillo (e Casaleggio) dunque spetta ora ricompattare le fila, dare nuova fiducia e motivazione, oppure fare piazza pulita, 'epurando' tutti quelli che non sono d'accordo con la linea intransigente adottata fin qui. Del resto il "facilitatore" sul suo blog l'ha detto: "Chi voleva accordi con Il Pd non doveva votarci", inviando un messaggio agli elettori che, di fatto, è un chiaro avviso per i parlamentari 5 Stelle. Difficile quindi fare previsioni su cosa accadrà, che - pare - sarà svelato a cose fatte: sembra poco plausibile, infatti, che il Movimento scelga di mandare in streaming una 'resa dei conti' tanto delicata...

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