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M5S elezione presidente Senato, Grillo vs disobbedienti: "Chi ha mentito a elettori ne tragga conseguenze"

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Superato (apparentemente) senza problemi l'ostacolo della scelta dei capigruppo e dei candidati per Camera e Senato, il M5S ha accusato duramente il colpo, invece, proprio per l'elezione del presidente di Palazzo Madama, finendo con lo spaccarsi a metà e con il provocare la reazione veemente del leader, Beppe Grillo.

Pietro Grasso presidente del Senato 2013

Dopo una giornata di passione che ha visto alla fine una pattuglia di 'disobbedienti' votare per l'ex procuratore antimafia, Pietro Grasso, alle 22.55 sul blog del comico ligure è comparso infatti un post dal titolo inequivocabile: "Trasparenza e voto segreto". "Nella votazione di oggi per la presidenza del Senato è mancata la trasparenza", ha dichiarato subito Grillo, che poi ha aggiunto che "il voto segreto non ha senso" e che "l'eletto deve rispondere delle sue azioni ai cittadini con un voto palese". Un impegno vero sempre, ma ancora di più per i rappresentanti del "MoVimento 5 Stelle, che fa della trasparenza uno dei suoi punti cardinali". "Per questo", ha concluso il comico, "vorrei che i senatori del M5S dichiarino il loro voto".

Una richiesta che Grillo ha ribadito ricordando il Codice di comportamento eletti MoVimento 5 Stelle in Parlamento, "sottoscritto liberamente da tutti i candidati", dove "al punto Trasparenza è citato: - Votazioni in aula decise a maggioranza dei parlamentari del M5S". "Se qualcuno si fosse sottratto a questo obbligo ha mentito agli elettori", ha tuonato il leader dei 5 Stelle, concludendo: "Spero ne tragga le dovute conseguenze". Sempre nel suddetto Codice, infatti, al punto sei è spiegato che "i parlamentari del M5S riuniti, senza distinzione tra Camera e Senato, potranno per palesi violazioni del Codice di Comportamento, proporre l'espulsione di un parlamentare del M5S a maggioranza". Dunque, sembra dire Grillo, chi ha contravvenuto a quanto stabilito dalla maggioranza (ovvero la decisione di votare scheda bianca o di annullarla) è a tutti gli effetti passibile di espulsione dal Movimento.

Laura Boldrini presidente della Camera 2013

Peccato però che ieri la posizione uscita dalla concitata riunione nella stanza della commissione Industria fosse tutto meno che chiara. Nonostante la richiesta del capogruppo Vito Crimi di annullare la scheda, infatti, lo stesso Orellana alla fine ha detto: "La nostra linea non cambia. Scheda nulla o scheda bianca... Anche perché col voto segreto c'è sempre la libertà di coscienza...". Una frase sibillina, che di fatto ha convinto 12 (forse) senatori del M5S a votare per Grasso. Del resto, che diversi fossero intenzionati a farlo, è stato chiaro fin da subito. I siciliani (tra cui Nunzia Catalfo e Vincenzo Santangelo) hanno infatti dichiarato che loro non avrebbero più potuto varcare lo stretto, in caso di vittoria di Schifani, mentre il campano Bartolomeo Pepe ha detto che Salvatore Borsellino ha supplicato di votare per l'ex procuratore antimafia e il lucano Vito Rosario Petrocelli ha abbandonato la riunione per protesta.

Bisognerà attendere le prossime ore, a questo punto, per vedere che cosa accadrà nella pattuglia dei 53 senatori grillini: ci saranno davvero 'epurazioni' o il Movimento accetterà il compromesso e andrà avanti? La partita è apertissima.

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