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M5S, Giarrusso vs Crimi: "Mi ha delegittimato". Due deputati grillini verso il Gruppo Misto

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Se per il Movimento 5 Stelle non si può parlare di deriva tout court, sicuramente la giornata di ieri non è stata delle migliori: partita male, con la polemica sui 'pianisti', è finita malissimo, con Michele Giarrusso infuriato con Vito Crimi e dimissionario dalla Giunta per le elezioni e le immunità del Senato.

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L'irritazione - per usare un eufemismo - dell'avvocato siciliano è stata causata dalla mancata partecipazione del collega alla votazione per decidere proprio il presidente della Giunta. Un'assenza che non ha comunque cambiato gli equilibri, con l'elezione concordata tra maggioranza e opposizione di Dario Stefano di Sel, ma che ha fatto emergere le tensioni che bollono sotto l'apparente compattezza di facciata grillina. "Abbiamo passato quattro mesi a fare casino per l'ineleggibilità di Berlusconi e abbiamo un capogruppo che non si presenta al voto per il presidente della Giunta. Ognuno ne tragga le conclusioni", è sbottato Giarrusso, che subito dopo ha annunciato le sue dimissioni dalla Giunta, annunciando di avere scritto a Pietro Grasso chiedendogli di sostituirlo, e la sospensione dal M5S. Per il deputato siciliano, infatti, il voto di ieri è stata una palese operazione per "impedire a chiunque di non consentire il salvataggio di Berlusconi", insinuando il sospetto che Crimi si sia comportato da politico (e non da cittadino) rendendo il favore per l'assegnazione della Vigilanza Rai a Roberto Fico.

Da parte sua, Crimi prima si è giustificato modello le cavallette di John Belushi in The Blues Brothers, adducendo anche come scusa di essersi perso (sic), poi ha tentato di recuperare un minimo di credibilità istituzionale dicendo a Giarrusso di prendersela con lui "e non col Movimento", di "non mettere in dubbio la tua appartenenza al gruppo" e sottolineando che "la calendarizzazione della ineleggibilità di Silvio Berlusconi dipende dal presidente. Vedremo se metterà l'argomento a breve in calendario. Noi lo chiederemo alla prima seduta".

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Lo strappo comunque è stato consumato e anche se in serata Giarrusso ha ritirato l'autosospensione, prima ha buttato secchiate di veleno e sospetti sul M5S, soprattutto in merito alla presenza di "mele marce". "Se ce l'ha il Pd, come dice la Puppato, perché non dovremmo averle anche noi?", ha domandato polemicamente in maniera retorica il deputato siciliano, che poi ha rincarato la dose dicendo di auspicare "un chiarimento per verificare se ci sono berlusconiani nel gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle", riferendosi in modo tutt'altro che velato alla "delegittimazione nei miei confronti" messa in atto da Crimi non presentandosi alla votazione per l'elezione del presidente della Giunta.

Un domino che rischia di far cadere numerose altre tessere, tanto più che ieri è diventato un piccolo-grande giallo la notizia della fuoriuscita dal M5S di due deputati pugliesi, Alessandro Furnari e Vincenza Labriola. Crimi ha tentato di buttare acqua sul fuoco, negando l'esistenza di "una fuga al Senato" e spiegando che "i due che fuoriescono alla Camera non hanno mai manifestato disagio". "Voglio sapere bene i motivi che secondo me sono economici", ha concluso il capogruppo. Ma intanto, riferiscono diversi testimoni, proprio Furnari ieri avrebbe ricevuto una telefonata dello stesso Beppe Grillo, che a quanto pare, però, non è servita a molto se, come viene riportato, in serata i due 'dissidenti' hanno inviato una lettera alla Presidenza della Camera, che sembrerebbe sancire il passaggio al Gruppo Misto.

E a confermare che la tensione nel Movimento è davvero alle stelle - con molte scuse per il gioco di parole - la notizia circolata e poi smentita della partecipazione di Grillo all'assemblea dei suoi parlamentari. Il leader alla fine non si è fatto vedere, continuano il suo tour a Pomezia, ma non è detto che nei prossimi giorni non faccia una 'improvvisata', per cercare di tirare le fila di un gruppo che sembra pericolosamente prossimo a sfasciarsi.

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