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M5S, il Presidente della Repubblica scelto online: #iovotoilmiopresidente

  • beppegrillo.it

Mentre Pd e Pdl trattano incessantemente per trovare un accordo sull'inquilino del Colle dopo Giorgio Napolitano, o come dice Beppe Grillo "la coppia Bed & Breakfast, Bersani e Berlusconi, decide nelle segrete stanze il Presidente dell'inciucio, escludendo di fatto ogni partecipazione popolare", il Movimento 5 Stelle oggi ha dato vita a quelle che i media hanno già ribattezzato le 'quirinarie' per scegliere online il nuovo Capo dello Stato.

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Annunciate su Twitter dall'hashtag #iovotoilmiopresidente, le primarie per il Colle si sono svolte dalle 10 di questa mattina alle 21, coinvolgendo gli iscritti al M5S al 31 dicembre 2012 che hanno inviato un proprio documento d'identità digitalizzato il 30 marzo 2013. La procedura, riportata da La Stampa, prevedeva di accreditarsi alla piattaforma già utilizzata per scegliere i parlamentari a 5 Stelle e quindi di scrivere nome e cognome del proprio candidato. Tempo di esecuzione: 30 secondi circa.

Certo, a patto che tutto funzionasse. Sono stati molti, infatti, i militanti che hanno lamentato problemi e disservizi nella procedura. Da chi non ha ricevuto il link per l'accesso, a chi non è stato riconosciuto come "certificato", i guai infatti non sono mancati. E il blog di Grillo all'inizio delle consultazioni online ha pure funzionato a singhiozzo per un po', anche se per il caso dell'irraggiungibilità del servizio di voto "per più di un'ora" il regolamento prevede il recupero "se possibile, il giorno successivo".

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Comunque sia è andata e dalle urne virtuali del Movimento usciranno i candidati 'quirinabili', che saranno sottoposti a nuova votazione il prossimo 15 aprile, con modalità analoga a quella di oggi. "La rosa dei dieci nomi verrà pubblicata dopo le ventuno di giovedì", ha spiegato ai media Massimo Artini, deputato toscano incaricato di seguire le votazioni online, ma al momento (le 23) sul blog di Grillo ancora non è comparso nulla. I più gettonati della giornata, tuttavia, da indiscrezioni sono Gustavo Zagrebelsky, Emma Bonino, Milena Gabanelli, Raffaele Guariniello, Paolo Becchi, Renzo Piano, Carlo Rubbia, Roberto Benigni, Dario Fo, Ferdinando Imposimato e Gino Strada, con questi ultimi due dati come 'preferiti assoluti' e il primo in particolare sostenuto dall'influente capogruppo alla Camera, Roberta Lombardi.

Qualunque sarà il responso del voto online, comunque, quello che è certo è che nelle prime tre tornate delle consultazioni in Parlamento (ovvero quelle dove serve la maggioranza dei due terzi), i rappresentanti del M5S sosterranno la propria candidatura e, qualora si dovesse arrivare a una quarta, il fantasma delle disobbedienza sarebbe di nuovo dietro l'angolo. Il Movimento infatti non ha ancora deciso che fare in caso di stallo: continuare a mantenere la linea dura, ovvero il nome uscito dal web, sostenere eventualmente il candidato del centrosinistra oppure, come ultima ipotesi, chiedere un confronto e trovare un candidato condiviso? Nel primo caso, il rischio è che si ripeta quanto già accaduto per l'elezione a Presidente del Senato di Pietro Grasso, con questa volta però una variabile che potrebbe spingere molti più grillini a 'tradire'. "Votano più di mille e non trecento come fu a Palazzo Madama. Con così tanti voti segreti come fai a dire che i franchi tiratori saranno i nostri?", ha infatti osservato un anonimo - ma a quanto pare "molto influente", come scrive Huffington Post - esponente del Movimento 5 Stelle...

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