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M5S in calo? No, nonostante la sparata di Emanuela Corda e le "minchiate" di Antonio Venturino

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di Silvia Artana

Dopo mesi di difficoltà, il Movimento 5 Stelle ha ricominciato a crescere nei sondaggi: a dirlo sono i dati Emg trasmessi da La7, secondo i quali la formazione ispirata da Beppe Grillo dal 20,4% è passata al 21,7%, registrando un incremento dell'1,3%. Un vero e proprio balzo in avanti, determinato in primis dalle lotte intestine di Pd e Pdl - alle prese rispettivamente con le primarie e con lo scontro Berlusconi/Alfano - e poi anche da un paio di settimane di silenzio dopo la sparata sulla sirene della deputata Tatiana Basilio.

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Tuttavia, il margine riconquistato potrebbe avere durata effimera. A (ri)mettere in discussione la crescita del M5S nelle preferenze degli italiani, infatti, ieri sono arrivate prima le dichiarazioni della parlamentare Emanuela Corda, che ricordando la strage di Nassiriya in Aula ha di fatto giustificato il kamikaze che l'ha causata, e poi quelle dell'ex grillino Antonio Venturino, che a Giulio Golia de Le Iene ha candidamente confessato che in campagna elettorale si dicono tante "minchiate", pur di raccogliere preferenze.

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Riavvolgendo il nastro della giornata, le affermazioni che hanno indignato e fatto discutere di più sono sicuramente quelle della deputata alla Camera Corda. Durante la commemorazione del decimo anniversario della strage di Nassiriya, costata la vita a 19 italiani e 9 iracheni, la parlamentare ha infatti espresso commozione per i caduti, aggiungendo poi: "Nessuno ricorda però il giovane marocchino che si suicidò per portare a compimento quella strage: quando si parla di lui, se ne parla solo come di un assassino, e non anche come di una vittima, perché anch'egli fu vittima oltre che carnefice".

Secondo Corda, infatti, il giovane ha agito plagiato da una "ideologia criminale", "convinto che quella strage fosse un gesto eroico", e probabilmente "spinto dalla fame e dalla speranza che quel suo sacrificio sarebbe servito per far vivere meglio i suoi familiari". "E se i nostri militari furono vittime, non furono solo vittime dell'ideologia terroristica, ma anche della politica occidentale", ha quindi concluso la parlamentare, accusando la "politica dei nostri Governi", che fomenta "talvolta le ideologie terroristiche, e tutti i drammi che ne conseguono". Un intervento che ha fatto calare un silenzio tombale sull'Aula, rotto solo dalla protesta rabbiosa di Fabio Rampelli di Fratelli d'Italia, che ha replicato con foga: "I kamikaze erano assassini e basta".

Superato lo shock, nel pomeriggio sono arrivate quindi la censura di tutti i Gruppi, compresa la Lega Nord, che per voce di Massimiliano Fedriga ha dichiarato: "I 5 stelle giustificano i kamikaze islamici. Giustificare degli assassini che hanno ammazzato giovani appartenenti delle forze armate è inqualificabile. Cercare di produrre dichiarazioni eclatanti per andare sui giornali speculando sulle vittime di Nassiriya è vergognoso". Lapidario invece il commento di Giacomo Portas del Pd: "Corda dica quelle parole in faccia ai parenti delle vittime italiane. E' un'indecenza che ad esprimersi così sia un'esponente del Parlamento italiano".

E mentre la vicenda teneva banco sui media e online, in serata a creare nuovo imbarazzo al M5S ci ha pensato il vicepresidente onorario dell'assemblea regionale della Sicilia, Antonio Venturino. Eletto con i grillini, ma poi espulso dal Movimento per non avere rispettato il patto di rendicontare sul web tutte le spese e di rinunciare a indennità e auto blu, percependo 'solo' 2.500 euro al mese, Venturino a Giulio Golia de Le Iene ha raccontato con disarmante tranquillità che all'epoca della campagna elettorale "sono state dette tante minchiate, poi ho fatto un passo indietro" e che pubblicare le spese online è "un errore". Dunque, una volta in sella, Venturino si è rimangiato la parola e ora guadagna più di 11 mila euro al mese, gira sulle auto di servizio e la parte eccedente il suo compenso la versa in beneficenza quando può (?). Beppe Grillo l'ha bocciato e il M5S l'ha espulso, per carità, ma intanto resta il fatto che Venturino oggi è saldamente insediato in Regione Siciliana proprio per essere stato eletto con i Pentastellati e si comporta come qualsiasi altro esponente della cosiddetta Casta.

Cosa che fa riflettere e che inevitabilmente apre una riflessione sui personaggi che gravitano nell'orbita 5 Stelle: tra tanti cittadini perbene, la cui onestà anche intellettuale nessuno mette in dubbio, sono spuntati pure numerosi soggetti dalla moralità non proprio specchiata. Un problema di cui il Movimento deve tenere conto, perché per come si pone, basta una sola pecora nera a privarlo di credibilità. Insomma, il rischio Giannino è sempre dietro l'angolo...

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