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M5S, occupazione Camera: Rocco Casalino in polemica con il commesso

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Per i grillini è stato un grande successo. Per i commentatori, invece, l'occupazione delle aule di Camera e Senato da parte degli eletti del Movimento 5 Stelle è passata in secondo piano a causa dell'incontro al vertice tra Berlusconi e Bersani. Quello che resta di questo gesto dimostrativo ed insolito, organizzato per protestare contro il mancato avvio delle commissioni permanenti, sono i retroscena e le note di colore.

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Il clima da gita scolastica (lo stesso sottolineato in occasione dell'incontro tra Grillo e i parlamentari la scorsa settimana) contrapposto alla solenne lettura della Costituzione e del regolamento delle Camere (che non avrebbe mancato di suscitare qualche sbadiglio in Aula), ma soprattutto le polemiche sull'utilità della protesta e sugli 'effetti collaterali'. Primo fra tutti, quello degli sprechi connessi all'occupazione dei 5 Stelle, rimasti fino a mezzanotte nelle Aule.

Come racconta Fabrizio Ronconi sul Corriere, il più nervoso di tutti era Rocco Casalino, oggi addetto alla comunicazione del Movimento 5 Stelle e un tempo noto solo per la partecipazione alla prima, storica edizione del Grande Fratello (quella di Pietro Taricone, per intenderci). Oggetto di polemiche per la sua candidatura alle primarie, poi confluito nello staff 5 Stelle come responsabile della comunicazione, l'ingegnere elettronico e giornalista pugliese si era già fatto notare all'incontro tra i capigruppo Crimi e Lombardi e il leader Pd Pierluigi Bersani. Non poteva mancare in occasione dell'occupazione delle Camere.

E' stato lui a rispondere (o meglio, a cercare di evitare di rispondere) alle domande dei cronisti in Transatlantico. Impazientte, oltremodo agitato, Casalino ha più volte chiesto ai commessi della Camera se fosse necessario tenere acceso tutto il complesso di lampadari che illuminano le Aule e le stanze di Montecitorio: "No, scusi, mi faccia capire... Ma davvero tutte queste luci restano accese per colpa nostra?" era la preoccupazione principale del responsabile 5 Stelle. E il commesso non ha potuto far altro che confermare la sua tesi: tutto acceso per la protesta dei parlamentari grillini. Un problema non da poco per un Movimento che ha fatto della lotta agli sprechi una bandiera. E al giornalista del Corriere che ha obiettato i costi a carico dei cittadini, Casalino ha risposto piccato: "Sa perché stiamo protestando? Perché senza commissioni permanenti, i deputati non possono iniziare a lavorare e, ogni giorno, cinquecentomila euro se ne vanno in fumo!". Altro che corrente elettrica. Ma il nervosismo sale alle stelle di fronte al tentativo di una cronista che prova a fare un'intervista a Casalino "armata" di registratore. Niente da fare, il comunicatore 5 Stelle invoca la privacy e sceglie di non comunicare.

Una piccola soddisfazione Casalino la incassa dagli assistenti parlamentari, rimasti per garantire ai 5 Stelle di portare avanti la loro azione di protesta, che hanno confermato di non percepire un solo euro in più per l'orario extra: "Il lavoro svolto nelle prossime ore, in orario prolungato è previsto, dunque non contempla affatto il pagamento di straordinari". Qui scatta la rivincita di Casalino "Traduco: non costerà un euro in più allo Stato". E pazienza per la bolletta della corrente.

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