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M5S: "Scoop concordato". Favia: "Che fai, mi cacci?"

  • Facebook-Giovanni Favia Official Page

E' guerra aperta ormai tra il M5S e il consigliere emiliano 'ribelle', Giovanni Favia. Se infatti Grillo ha scelto - almeno per ora - di non replicare direttamente alle accuse mossegli nel fuorionda più celebre del momento, a parlare per il leader ci pensa dalle pagine del suo blog il giornalista freelance Maurizio Ottomano, con un'accurata ricostruzione dei fatti che hanno portato allo scoop di Piazzapulita che dimostrerebbe che le parole 'carpite' a Favia sarebbero state invece frutto di un accordo studiato a tavolino.

Favia: "Nel Movimento 5 Stelle la democrazia non esiste"

Ottomano porta argomenti circostanziati. In primis, la posizione del principale accusatore del M5S, Luca Telese: neofondatore di Pubblico dopo tre anni a Il Fatto Quotidiano, lasciato per creare un giornale "meno allineato con le posizioni dei grillini", ma nonostante queste premesse legato a persone come Tommaso Tessarolo (Mediaset e Current TV Gruppo Sky), il produttore televisivo Lorenzo Mieli, fidanzato con la figlia di Luca Cordero di Montezemolo, Marco Berlinguer, Francesca Fornario (ex L'Unità che accusò Luttazzi di plagio, decretandone la fine della carriera tv) e ovviamente Corrado Formigli. Telese dunque aiuta "il suo 'collaboratore' (al giornale) Formigli, a traghettare negli spettatori l'idea che qualcosa nella democrazia del M5S, non stia funzionando e che quel qualcosa si chiami Casaleggio".

"Telese 'tira la volata' al filmato per tutta la serata, cercando di stare sempre ben sull'argomento 'Casaleggio'" scrive quindi Ottomano, spiegando che il fondatore di Pubblico continua così anche dopo la clip con il fuorionda, invitando a concentrarsi "sulla mancanza di democrazia". Ma non solo: secondo il freelance a favore della tesi di uno scoop concordato vi sarebbe anche il fatto che il giornale di Telese "pubblica un articolo completo sulla clip già alle 22.23, mentre il tutto va in onda alle 22.27" e si sofferma sul fatto che Favia "vuole offrire un caffè al giornalista 'per tutto lo sbattimento'". Ma che "sbattimento"? "Una grande fatica per poco meno di un minuto di intervista o qualcosa su cui si è lavorato, magari a lungo, poco prima?".

Movimento 5 Stelle: le reazioni a Favia

E poi, i dubbi più grandi. "Incredibilmente l'audio del fuori-onda è perfetto" nota Ottomano, fino a che si sente "il rumore di uno spegnimento/riaccensione del microfono, impercettibile, ma chiaro". "Perché", si chiede quindi il freelance, "si spegne/riaccende un microfono se è un fuori-onda 'rubato'?". Senza contare che "Favia non è lo sprovveduto che pensiamo in balia del giornalista cattivo e di una tecnologia sconosciuta", bensì come argomenta Ottomano andando a ripescare il cv del consigliere grillino, una persona che ha frequentato un corso professionale di tecnico di produzione audiovisive, oltre che "direttore della fotografia e titolare di una ditta individuale per la produzione di materiali audio-visivi e cinema indipendente".

Se lo scoop fosse stato concordato, conclude quindi il freelance, tornerebbe la frase di Grillo alla festa del 5 Stelle di Brescia - "anche noi avremo i nostri Scilipoti" - e il fatto che alla stessa festa Favia è stato 'ignorato' dalle telecamere di La7 (per non 'guastare' lo scoop del fuorionda, che come spiegato da Formigli in precedenza risale a luglio?), ma soprattutto tornerebbe il fatto che "Favia che è già alla seconda legislatura e quindi non più candidabile nel M5S" avrebbe scelto di rilasciare la vera-falsa intervista "per il passaggio ad altra formazione politica, probabilmente il PD o affini (tanto non cambia di molto la sostanza)". Per Ottomano si tratterebbe dunque di una storia "molto ben congegnata, ma non così bene da distruggere il MoVimento 5 Stelle".

Video, il battibecco in diretta tra Berlusconi e Fini: "Che fai, mi cacci?"

Accuse gravissime alle quali oggi Favia ha scelto di ribattere dal proprio account di Twitter, scrivendo: "Non ho nessuna intenzione di andare nel PD, l'M5S è sempre stata ed è la mia casa. Che fai mi cacci?", citando (casualmente?) Fini e il suo celebre j'accuse contro Berlusconi. La partita è aperta, ora tocca a Grillo.

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