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M5S, senatori rispondono a Grillo. Giuseppe Vacciano: "Ho votato Grasso, pronto a lasciare"

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Dopo l'anatema di Beppe Grillo sul suo blog contro chi ha sostenuto Pietro Grasso al Senato, non rispettando la regola delle votazioni in aula decise a maggioranza dei parlamentari del M5S ("se qualcuno si fosse sottratto a questo obbligo ha mentito agli elettori. Spero ne tragga le dovute conseguenze"), al post sono seguiti migliaia di commenti - molti 'censurati', secondo le accuse di diversi utenti - e sono arrivate anche le reazioni dei senatori del Movimento 5 Stelle, direttamente chiamati in causa.

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Il primo a reagire è stato il capogruppo in pectore, Vito Crimi, che in un video pubblicato su YouTube ha sostanzialmente difeso l'operato di ieri a Palazzo Madama. "Sicuramente qualcuno ha agito secondo coscienza. Una grande espressione di libertà, di quello che è il nostro spirito", ha detto Crimi, spiegando che "il gruppo è uscito all'unanimità con un'unica speranza: la non rielezione di Schifani", parlando di un "bellissimo confronto, molto emozionante e anche acceso perché si sono tirate fuori tutte le storie legate alla mafia, all'antimafia, visto che avevamo in contrapposizione Schifani e Grasso" e concludendo: "In questi mesi siamo riusciti a stimolare le forze politiche a tirar fuori dei nomi un po' più distaccati rispetto all'apparato di partito, un po' più nuovi rispetto al Partito democratico. Ci possiamo prendere questo merito".

Parole pacate e diametralmente opposte a quelle del leader, che invece ha accusato i suoi senatori di mancata trasparenza nel voto, che hanno trovato sponda nelle riflessioni di Luis Orellana, intervistato da La Stampa: "Non siamo telecomandati. Ognuno di noi ha una propria sensibilità. Segue la propria coscienza. E certamente Pietro Grasso non faceva, e non fa, parte del vecchio apparato" e che sono state sintetizzate con efficacia e un po' di polemica su Facebook da Francesco Molinari: "Meno reazioni isteriche e più fiducia!".

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In serata, poi, sempre su Facebook è arrivata l'autodenuncia-sfida di un altro senatore 5 Stelle, Giuseppe Vacciano, che dopo avere dichiarato di avere votato Pietro Grasso si è detto pronto a lasciare. "Se si cercano i colpevoli di 'alto tradimento ai principi del M5S', ecco, uno l'avete trovato", ha postato il senatore sul suo profilo, concludendo: "Lunedì e martedì sarò a Roma per discutere l'opportunità delle mie dimissioni". Nel mezzo, una spiegazione lucidissima e motivata del perché del suo voto a Grasso. "Di fronte al rischio di vedere nuovamente una persona come quella proposta dal PDL quale seconda carica dello Stato (non credo che i cittadini italiani meritino una cosa del genere...), pure con mille dubbi e consapevole che tra PD e PDL non esiste il 'meno peggio', ho votato Grasso, non potendo più votare per l'unico candidato al quale avrei affidato quell'incarico: Luis Alberto Orellana", racconta Vacciano, che dopo aver ribadito di avere agito in piena libertà e coscienza ha dichiarato ancora una volta: "Nessuna fiducia a nessuno se non a un Governo 5 Stelle!".

Un intervento strutturato e interessante, che ha raccolto molti commenti, la maggior parte dei quali positiva, anche se ovviamente non manca chi invece critica la scelta del senatore: "Non ci siamo, ragazzi, ci hanno incartato e c'è pure gente che si rallegra...", e che testimonia una volta di più che la base è spaccata e che, come sul blog di Grillo è apertissimo il dibattito tra chi dice che ha fatto bene a lanciare l'anatema e chi invece è contrario, dimostra che i principi del Movimento sono duramente messi alla prova dallo scontro con la realtà della politica. Chi avrà la meglio?


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