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Madrid protesta Indignados: cariche della polizia, feriti e arresti

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64 feriti e 35 arresti: è questo il bilancio della protesta degli Indignados spagnoli, che nella giornata di ieri sono scesi in piazza a Madrid contro una manovra economica ritenuta durissima, ma soprattutto iniqua, perché grava principalmente sulle spalle dei lavoratori e del ceto medio.

Il video degli scontri tra polizia e manifestanti

La manifestazione 'Occupa il Congresso' è stata convocata dal coordinamento 25-S, che ha invitato tutti i cittadini a riunirsi per "salvare" il Parlamento - sede della sovranità popolare - dal "sequestro compiuto dalla Troika e dai mercati finanziari, realizzato in collaborazione con la maggioranza dei partiti politici".

Proteste a Madrid, la polizia infiltrata tra i manifestanti: guarda il video

La marcia degli oltre 10 mila partecipanti (per gli organizzatori, le autorità parlano invece di 6 mila) è partita con due cortei distinti in movimento da Atocha e da Piazza di Spagna, è diventata un unico fiume di persone alla Carrera de San Jeronimo e da qui ha proceduto unita verso piazza Neptuno, puntando al Congresso. Nella prima fase tutto si è svolto pacificamente, ma intorno alle 19 la situazione è degenerata. Prima c'è stato il tentativo isolato di un uomo di scalare una delle reti di recinzione disposte a protezione del Parlamento e poi diversi gruppi hanno cercato di sfondare il cordone di sicurezza della polizia. A quel punto, i 1.350 agenti schierati in assetto antisommossa hanno reagito, caricando i manifestanti e sparando proiettili di gomma.

I partecipanti alla manifestazione si sono dispersi e ritirati in piazza Neptuno, dove un paio d'ore più tardi ci sono stati nuovi scontri, con cariche della polizia. Le immagini delle violenze hanno fatto il giro del mondo, mostrando un uomo anziano a terra, con le mani sul volto, circondato dagli agenti mentre chiede che non gli sia fatto del male, ragazzi con il viso insanguinato e piccoli grandi gesti di solidarietà ed eroismo, come quello del titolare di un bar che, in piedi sulla soglia con un camiciotto bianco, impedisce a un poliziotto in assetto antisommossa di entrare nel suo locale, pieno di giovani terrorizzati.

"Sono venuto perché i politici vedessero di persona la mia sofferenza", ha detto a El Paìs un manifestante, e come lui la maggioranza dei partecipanti voleva mettere la classe dirigente di fronte all'insostenibile situazione delle fasce più esposte, promettendo occupazione a oltranza ("Non ce ne andremo fino a che non sarà uscito l'ultimo deputato"), anche dopo le 21.30, la 'scadenza' del permesso concesso dalle autorità di pubblica sicurezza per manifestare. Gli scontri però hanno cambiato tutto.

Di certo, la reazione della delegata del governo a Madrid, Cristina Cifuentes, e della segretaria generale del Partito Popolare, Maria Dolores de Cospeda, che hanno paragonato la manifestazione al tentato colpo di Stato del 23 febbraio 1981, ha portato la tensione a un livello altissimo.

Gli Indignados però non hanno intenzione di ritirarsi e già per oggi è stata convocata una seconda mobilitazione, a partire dalle 19. Il governo ha già fatto sapere che si tratta di una manifestazione non autorizzata e che pertanto "applicherà la legge con tutte le conseguenze del caso". Altra benzina sul fuoco dopo che Cifuentes ha detto di avere "assolutamente approvato" la reazione della polizia, aggredita in modo "sproporzionato", e si è complimentata con gli agenti per il servizio svolto.

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