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Mafia Capitale, processo al via: prima udienza a Roma, Buzzi e Carminati contro magistrati e giornalisti

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Una rumorosa calca di giornalisti e “curiosi” a piazzale Clodio davanti al tribunale di Roma ed un massiccio dispiegamento di addetti ai lavori, cronisti e parti in causa nell’aula Vittorio Occorsio del palazzo di giustizia ha accompagnato l’attesa della prima udienza del processo Mafia Capitale prevista per oggi.

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Protagonista annunciato della giornata, il “boss” della malavita laziale ed ex militante dei "Nuclei Armati Rivoluzionari" Massimo Carminati, imputato insieme a Salvatore Buzzi, Luca Odevaine e Daniele Pulcini per lo scandalo noto alle cronache nazionali come Terra di Mezzo con sullo sfondo l’intreccio di affari tra politica e criminalità organizzata all’ombra del Colosseo.

Secondo quanto affermato in mattina da Giosuè Naso, avvocato del leader della banda che in base alle tesi dell’accusa avrebbe condizionato pesantemente appalti, nomine e scelte amministrative di vario livello delle istituzioni locali romane negli ultimi anni, Carminati si difenderà “in maniera diversa” rispetto ai precedenti processi “nei quali aveva osservato un rispettoso silenzio” davanti ai magistrati.

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Linea dura del legale di Buzzi, intenzionato a chiedere ai giudici il permesso per l’assistito di partecipare alle udienze direttamente anziché a distanza in collegamento video ed altrettanto fermo nel rivendicare l’estraneità del faccendiere e presunto referente di fiducia dei boss della Capitale ai fatti contestati dall’accusa, sulla base della considerazione che “a Roma c’è un cattivo costume, ma non la mafia che secondo tale assunto sarebbe “una cosa seria”.

Gli avvocati degli imputati alla sbarra sono convinti, senza alcuna eccezione, che il “circuito mediatico e giudiziario” abbia creato da tempo attorno al processo denominato Mafia Capitale un clima di eccessivo clamore, decisamente sfavorevole a tutte le persone finite alla sbarra per l’inchiesta sul sistema di potere conosciuto da inquirenti e opinione pubblica come Terra di Mezzo.

Consentite, anche se soltanto in differita e con autorizzazione ristretta agli operatori della Rai, le riprese televisive delle udienze del processo all’interno dell’aula Occorsio del tribunale di Roma, considerati dal presidente del collegio giudicante Rosanna Ianniello “d’interesse sociale rilevante”.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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