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Manifestazione Pdl a Roma per Berlusconi senza ministri: sit-in a Palazzo Grazioli

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Si intitola "Libertà, democrazia: tutti con Silvio" la manifestazione a sostegno di Silvio Berlusconi dopo la condanna della Cassazione a 4 anni di carcere nel processo Mediaset: il sito del Popolo della libertà annuncia il sit-in per l'ex premier domenica 4 agosto 2013 alle 18 in via del Plebiscito davanti a Palazzo Grazioli, la residenza romana in cui il leader ha atteso in questi ultimi giorni il terzo grado di giudizio nel processo per frode fiscale sulla compravendita dei diritti tv.

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Una scelta, quella di rinunciare alla piazza in favore di un sit-in che non vedrà la partecipazione dei ministri Pdl, che si potrebbe interpretare come una retromarcia dopo gli strali lanciati ieri da alcuni esponenti di spicco del partito. L'idea iniziale, infatti, era quella di organizzare una marcia da piazza della Repubblica a piazza Santi Apostoli, e perfino un ipotetico blitz dalle parti del Quirinale per far sentire il pressing su Giorgio Napolitano in merito alla richiesta di grazia per Berlusconi.

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Con le polemiche per gli annunci di "guerra civile" in caso di mancata grazia per Berlusconi, la frenata del Pdl è arrivata nella serata di ieri. Maurizio Lupi, Ministro delle Infrastrutture, ha dichiarato all'Ansa che i ministri in quota Pdl si asterranno dal manifestare: "A tutti noi sta a cuore la democrazia, ma per evitare strumentalizzazioni domani i ministri non saranno alla manifestazione del Pdl". Sulla mobilitazione organizzata per Berlusconi a Roma è intervenuto ance il premier Enrico Letta, dopo che i suoi inviti alla responsabilità nei confronti dell'esecutivo sono sembrati praticamente inascoltati. Fonti vicine al premier hanno precisato che Letta intende "ascoltare con attenzione i contenuti e i toni dei discorsi" degli esponenti del Pdl alla manifestazione di domenica.

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Toni che negli ultimi giorni sono diventati decisamente più minacciosi. A sparare alto era stato ieri l'ex ministro della Cultura Sandro Bondi: "O la politica è capace di trovare delle soluzioni capaci di ripristinare un normale equilibrio fra i poteri dello Stato e nello stesso tempo rendere possibile l'agibilità politica del leader del maggior partito italiano oppure l'Italia rischia davvero una forma di guerra civile dagli esiti imprevedibili per tutti". Parole che il Presidente della Repubblica ha stigmatizzato come "irresponsabili" e che il Pd non ha esitato e definire eversive. Anche se poi non tutti devono averle prese sul serio: "Qualcuno chiami un medico", ha dichiarato Bruno Tabacci in merito agli sproloqui di Bondi, mentre dalle parti di Sel hanno fatto sapere di preferire "Bondi come poeta, e abbiamo detto tutto".

Dopo il braccio di ferro annunciato da ministri e parlamentari Pdl sulla richiesta di grazia di Berlusconi (che il Colle ha ufficiosamente definito impraticabile nelle condizioni date), il partito dà qualche segno di contenimento ridimensionando la marcia inizialmente prevista ad un sit-in di solidarietà, come annuncia una nota del coordinamento: "Sarà l'occasione per stringerci intorno al nostro leader". E sempre in via del Plebiscito, domenica alle 18, sono attesi anche i rappresentandi del Popolo viola, che davanti alla Cassazione giovedì hanno stappato una bottiglia di spumante per festeggiare la condanna dell'ex premier.

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