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Manovra economica, cambia ancora

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La tanto discussa manovra economica è cambiata ancora una volta. Ieri il Consiglio dei ministri ha nuovamente modificato alcuni provvedimenti previsti dalla manovra finanziaria. Sarà oggi il Senato a discutere i nuovi emendamenti. Da quando è stata annunciata ad agosto è passato quasi un mese, durante il quale continui sono stati i ritocchi. Ora il governo vuole fare in fretta e quindi porrà il voto di fiducia per accelerare il passaggio del testo di legge e farlo arrivare alla Camera. L'esecutivo ha spiegato di ricorrere all'utilizzo della fiducia, in quanto 'strumento regolamentare necessitato per conseguire una celere conversione del decreto-legge, come impone la gravità del contesto internazionale di crisi finanziaria'. Con il voto di fiducia per l'opposizione sarà più difficile far approvare i propri emendamenti.

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Ma vediamo quali sono le novità di questa quarta manovra economica. Innanzitutto c'è la rimodulazione dell'Iva. In un primo momento era stata manifestata la volontà di non toccare l'Imposta sul Valore Aggiunto, poi era stata ventilata qualche ipotesi circa un suo aumento, ma tali ipotesi erano state smentite. Almeno fino a ieri sera, quando accendendo la televisione ed ascoltando i tg serali i cittadini italiani sono venuti a sapere che l'Iva passerà dal 20 per cento al 21 per cento e porterà, quindi, a costi più elevati per i consumatori.

Poi c'è il contributo di solidarietà. A tal proposito il governo ha deciso di applicare il contributo di solidarietà del 3 per cento sui redditi superiori ai 300mila euro fino a quando non sarà raggiunto il pareggio di bilancio. Ecco poi l'adeguamento dell'età di pensionamento delle donne del settore privato a quelle del pubblico impiego a partire dal 2014.

Il Consiglio dei ministri ha poi stabilito un ddl costituzionale per inserire nella Costituzione l'obbligo del pareggio di bilancio e per l'abolizione delle Province, o meglio per un passaggio di competenze alle Regioni. Il governo vuole inserire nell'articolo 81 della Costituzione il vincolo del pareggio di bilancio e vuole modificare l'impianto istituzionale per le province. Di questi due punti l'esecutivo se ne sta occupando oggi.

Come è facile immaginare le misure decise dalla maggioranza hanno incontrato la bocciatura unanime dei sindacati. Mentre il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ha detto che la manovra 'resta iniqua e inefficace' e ha lamentato il ricorso all'ennesimo voto di fiducia. Attraverso una nota il segretario del Pd ha affermato: 'Avevano promesso di non mettere la fiducia per consentire il dibattito e il contributo da parte di tutti. Ma ancora una volta hanno cambiato le carte in tavola. Questo è un governo che sa solo mentire. L'ennesima chiusura di ogni possibile discussione ci consegna una manovra che resta iniqua e inefficace'.

Ieri il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è appellato al governo e a tutte le forze politiche invitando a correggere il decreto con misure strutturali e chiedendo che la si finisca con veti ed incomprensioni (leggi la notizia). Queste le parole del Capo dello Stato: 'Si è ancora in tempo per introdurre in Senato nella legge di conversione del decreto del 13 agosto misure capaci di rafforzarne l'efficacia e la credibilità. Faccio appello a tutte le parti politiche perché sforzi rivolti a questo fine non vengano bloccati da incomprensioni e da pregiudiziali insostenibili'.

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