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Manovra economica, giro di vite anti-evasione

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Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi aveva detto che la lotta all'evasione ci sarà, ma senza instaurare uno 'stato di polizia tributaria'. Ma ora che il governo ha presentato le sue modifiche alla manovra economica la situazione appare un po' diversa. Alla fine, infatti, è stata presa in considerazione la proposta avanzata nelle ultime 36 ore dal ministro della Semplificazione Roberto Calderoli, ossia un inasprimento delle norme anti-evasione, con un aggravio di pena per i reati fiscali gravi, fino al carcere.

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Tra gli emendamenti presentati c'è proprio un duro giro di vite anti-evasione: chi evade più di 3 milioni di euro andrà subito in carcere. Nelle modifiche si legge: 'Qualora l'imposta evasa o non versata sia superiore a 3 milioni di euro non trova applicazione l'istituto della sospensione condizionale della pena prevista dal codice penale'. Proprio l'intervento anti-evasione rappresenta una delle principali novità. Tra le altre cose il pacchetto prevede che i Comuni potranno pubblicare sui loro siti i dati relativi alle dichiarazioni dei redditi. Presentando l'emendamento il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha sottolineato che nella dichiarazione dei redditi i contribuenti dovranno indicare anche le banche e gli operatori finanziari presso cui hanno rapporti. Tutto ciò, ha spiegato Tremonti, servirà come deterrente e prevenzione.

Ma vediamo quali sono gli altri emendamenti a cui il governo ha lavorato e che ha presentato in Commissione Bilancio al Senato. Come annunciato, addio al contributo di solidarietà del 5 per cento per i redditi sopra i 90mila euro e del 10 per cento per i redditi oltre i 150mila euro. Maggiorazione dell'Ires del 10,5 per cento per le società di comodo, che sarà applicata sulla quota del reddito imputato per trasparenza. Riduzione dei tagli agli enti locali quantificata in 1,8 miliardi di euro, denaro che sarà coperto dalla lotta all'evasione. I maggiori proventi che arriveranno dalla Robin Hood Tax, inoltre, andranno a ridurre i tagli proprio agli enti locali e non più ai ministeri.

E ancora. Per i reati fiscali previsto l'abbassamento delle soglie oltre le quali scattano le pene. Non solo. I termini di prescrizione per i reati fiscali vengono alzati di un terzo e il ricorso al patteggiamento viene ammesso solo se prima dell'apertura del procedimenti di primo grado il contribuente salda il suo debito tributario. L'intero introito derivante dalla lotta all'evasione legata agli immobili del territorio, prevista nel decreto legislativo in materia di federalismo municipale, andrà ai sindaci. Le piccole e medie imprese che non usano il contante avranno sanzioni dimezzate, in caso di violazioni relative alla dichiarazione delle imposte dirette, o alla dichiarazione dell'imposta sul valore aggiunto e ai rimborsi, o violazione degli obblighi relativi alla documentazione, registrazione ed individuazione delle operazioni soggette all'imposta sul valore aggiunto. E' stata poi cancellata la norma che aboliva le province più piccole, mentre è stato confermato il dimezzamento dei consiglieri provinciali. A partire dalla prossima legislatura, inoltre, ci sarà una stretta sulle incompatibilità tra la carica di deputato e senatore e quella di amministratore pubblico.

Le modifiche alla manovra economica sembrano aver incontrato il favore della Lega, che ha parlato di miglioramento, ma tanti sono gli insoddisfatti, soprattutto enti locali ed opposizione. Perplessità anche all'interno di Confindustria e tra qualche esponente di governo.

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