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Manovra economica, la Camera approva e si scatena la protesta

  • LaPresse

Con 314 sì e 300 no ieri la Camera ha approvato la manovra economica. La scorsa settimana il via libera era arrivato dal Senato (leggi la notizia). Adesso che anche l'Aula di Montecitorio ha dato l'ok il decreto, dopo la firma del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, è legge. Nel primo pomeriggio anche la Camera, come il Senato, ha posto e votato la questione di fiducia.

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Un iter lungo e non privo di colpi di scena quello del provvedimento volto ad assicurare il raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2013, a fronteggiare le tensioni sui mercati finanziari e a salvare l'Italia dal collasso. Ma l'approvazione del decreto da parte della Camera è stata accompagnata da dure contestazioni e proteste che hanno avuto luogo proprio fuori da Montecitorio. Mentre in Aula erano in corso le dichiarazioni di voto, all'esterno i Cobas hanno cominciato a lanciare petardi e fumogeni proprio a pochi metri dall'ingresso principale della Camera.

Uscito dall'ingresso principale di Montecitorio, l'ex ministro delle Politiche europee Andrea Ronchi è stato bersaglio di parolacce e gavettoni d'acqua. I manifestanti lo hanno invitato ad avvicinarsi insultandolo più volte e il parlamentare si è rivolto alla folla con un'imprecazione: 'Cialtroni di merda'.

Il gavettone a Ronchi e l'imprecazione - il video

Subito dopo l'approvazione della manovra, il Consiglio dei Ministri ha dichiarato l'urgenza per poter trasmettere alle Camere il testo di riforma costituzionale approvato dal Cdm lo scorso 18 luglio. A renderlo noto il ministro per la Semplificazione normativa Roberto Calderoli che ha affermato: 'E' stato avviato l'iter d'urgenza per trasmettere alle Camere in tempi brevi la bozza di riforma costituzionale licenziato dal Cdm dello scordo 18 luglio, quindi l'iter per il dimezzamento dei parlamentari, la fine del bicameralismo perfetto e la nascita del Senato federale'. Calderoli ha poi aggiunto: La volta scorsa per varare la riforma costituzionale impiegammo 13-14 mesi, ora gli articoli sono di meno, ma i tempi dovrebbero essere gli stessi'.

Concluso il voto di fiducia, la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia ha espresso io suo durissimo commento. La Marcegaglia ha detto: 'Questa manovra non è come l'avremmo voluta noi, non risolve i problemi dell'Italia: se non torniamo a crescere sarà insufficiente, e la manovra non ha nulla per la crescita'. Aggiungendo: 'La manovra non ha nulla di strutturale se non poche cose. E' tutta tasse. E' chiaro che è depressiva'. La presidente di Confindustria ha poi ricordato il 'balletto imbarazzante' che ha accompagnato la messa a punto di questa manovra economica, sottolineando: 'E' una cosa che ha fatto un grave danno alla credibilità dell'Italia perché un Paese sotto attacco dovrebbe mostrare un fronte compatto, non i conflitti interni'. E ha concluso dicendo: 'Non è accettabile che un Paese come l'Italia sia meno credibile della Spagna, ma dai mercati veniamo percepiti così'.

Ma vediamo alcune delle principali misure del provvedimento: un nuovo giro di vite sulle spese dei ministeri e degli enti locali; l'innalzamento dell'età pensionabile delle donne; l'aumento dal 20 per cento al 21 per cento dell'Iva; il taglio delle agevolazioni fiscali; l'inasprimento della lotta all'evasione fiscale compreso il carcere per i grandi evasori; il contributo di solidarietà del 3 per cento per i super ricchi; licenziamenti più facili.

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