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Manovra finanziaria 2011, ecco cosa prevede

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Il Senato ha approvato la manovra finanziaria 2011, toccherà oggi alla Camera dare il via libero definitivo. Sono stati 161 i sì, 135 i no e 3 gli astenuti. E il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha ringraziato Pd, Idv e Udc per il senso di responsabilità dimostrato. Ma cosa prevede questa manovra economica, il cui importo è salito oltre i 70 miliardi di euro entro il 2014, volta a salvaguardare l'economia nazionale dalle speculazioni internazionali e delle Borse? Presto detto.

Tra le principali novità della manovra ci sono la pensione un mese più tardi dal 2012 per chi ha 40 anni di contributi, la stretta sugli assegni previdenziali più alti, il ritorno del ticket da 10 euro, i tagli lineari a tutte le agevolazioni fiscali e la rimodulazione dell'aumento dell'imposta di bollo sui depositi titoli. Ma vediamo meglio nel dettaglio di cosa stiamo parlando.

Da subito, ossia già da lunedì, torna il ticket sulla sanità da 10 euro su visite e analisi; la copertura finanziaria che doveva garantire la sospensione del ticket fino al 31 dicembre 2011 viene ridotta da 486,5 milioni di euro a 105 milioni. La manovra prevede poi la rimodulazione delle pensioni alte, ovvero la rivalutazione al 70 per cento per gli assegni tra i 1.400 e 2.300 euro mentre viene azzerata oltre tale soglia. Il contributo di solidarietà imposto alle cosiddette pensioni d'oro sarà del 5 per cento per le pensioni da 90mila euro e del 10 per cento per quelle oltre i 150mila euro.

Verrà, inoltre, anticipato al 2013 l'aggancio dell'età pensionabile all'aumento della speranza di vita certificato dall'Istat. La manovra prevede poi il posticipo dell'uscita dal lavoro di un mese per chi matura i requisiti nel 2012, di due mesi per chi li matura nel 2013 e di tre mesi per chi li matura nel 2014. E ancora. Tagli alle agevolazioni fiscali, in questo caso l'intervento comporterà un aumento della pressione fiscale di circa l'un per cento; tra le voci da tagliare ci sono i figli a carico, le spese sanitarie e di istruzione, i redditi da lavoro dipendente, gli asili nido, gli studenti universitari, le ristrutturazioni edilizie, il terzo settore, le Onlus, l'Iva, le accise e i crediti d'imposta. Le riduzioni previste sono del 5 per cento per l'anno 2013 e del 20 per cento a partire dal 2014.

Rimodulazione dell'imposta di bollo sui depositi titoli: con periodicità annuale sarà di 34,20 euro per gli importi inferiori ai 50mila euro, di 70 euro per quelli pari o superiori ai 50mila euro e inferiori ai 150mila euro; di 240 euro per importi pari o superiori ai 150mila euro e inferiori ai 500mila euro; di 680 euro per importi pari o superiori a 500mila euro. Dal 2013 l'imposta con periodicità annuale sarà di 230 euro per gli importi pari o superiori ai 50mila euro e inferiori a 150mila; di 780 euro per importi pari o superiori a 150mila euro e inferiori a 500mila euro e di 1.100 euro per importi pari o superiori a 500mila euro.

Nella manovra entra poi il coefficiente di correzione connesso alla dinamica nel miglioramento conseguito dalle singole amministrazioni rispetto alle precedenti con riguardo ai parametri di virtuosità dei Comuni; tra i criteri di merito c'è la convergenza verso i fabbisogni standard previsti dal federalismo. Ecco poi la liberalizzazione delle professioni, a tal proposito è stato deciso di abolire processualmente solo gli ordini che non prevedono l'esame di stato per l'abilitazione alla professione. Alla voce ammortamenti beni concessionari la manovra prevede l'aumento dell'Irap dello 0,3 per cento dal 3,9 al 4,2 per cento per i concessionari non autostradali e salta il tetto al 2 per cento della deducibilità delle quote di ammortamento dei costi sostenuti per i beni gratuitamente devolvibili; per le concessioni autostrade e trafori resta confermata la riduzione della deducibilità delle somme accantonate nel cosiddetto fondo di ripristino dal 5 all'1 per cento.

Prevista, poi, l'incompatibilità dei giudici tributari; ecco dunque che viene esclusa l'operatività delle limitazioni territoriali nel caso in cui il coniuge, i conviventi, i parenti o gli affini del giudice siano iscritti ad albi professionali nell'ambito regionale ovvero nelle regioni o province confinanti con la regione con cui ha sede la Commissione tributaria provinciale o regionale. Piano privatizzazioni: entro il 31 dicembre del 2013 il ministero dell'Economia approverà uno o più programmi per la dismissione di partecipazioni azionarie dello Stato e di enti pubblici non territoriali. Per quanto riguarda bonus e stock option, aumenta la base imponibile su bonus e stock option sottoposte ad aliquota addizionale del 10 per cento. Sull'accise benzina rimangono confermati gli aumenti a partire dal 2012. La manovra, infine, prevede che il forfait al 5 per cento per le imprese giovani possa essere utilizzato fino al 35esimo anno di età senza il vincolo dei quattro anni di durata.

Secondo quanto si evince dalle tabelle sugli effetti finanziari delle modifiche che arriva dalla Ragioneria generale dello Stato, il 60 per cento delle entrate previste dalla manovra finanziaria 2011 arriveranno dai nuovi tributi.

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