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Manovra finanziaria, tutte le misure

Il Consiglio dei Ministri ha varato la manovra finanziaria che porterà ad una rivoluzione nella vita degli italiani, specie i lavoratori dipendenti del pubblico.

I quali in primis si vedranno bloccati gli aumenti degli stipendi fino al 2013 e modifiche per quel che riguarda la pensione per cui si potrà andare in pensione dodici mesi (contro gli attuali nove) dopo la maturazione dei requisiti nel caso dei lavoratori dipendenti pubblici e privati; tale requisito sale a diciotto mesi (contro i 15 attuali) nel caso dei lavoratori autonomi.

Sempre per quel che riguarda la pensione, le donne dipendenti della pubblica amministrazione dal 2016 andranno in pensione a 65 anni.

Finanziamenti a Roma Capitale con tanto di 'contributo di soggiorno' fino a 10 euro per i turisti negli alberghi di Roma e possibilità di far pagare un pedaggio sulle strade che connettono con le autostrade.

Per quel che riguarda la politica, tagli del 10% su formazioni, missioni ministeriali e auto blu ma da tutto ciò sono esclusi tagli alla Presidenza del Consiglio e alla Protezione Civile; viene inoltre dimezzato il contributo per le spese elettorali e cala del 20% il contributo per le spese elettorali.

Confermata la sanatoria sugli immobili con la regolarizzazione del tutto entro il 31 dicembre di quest'anno e possibilità di pagare le tasse solo dal 1° gennaio 2009 e un terzo delle sanzioni; a livello fiscale è prevista la tracciabilità dei pagamenti oltre i 5000 euro per i pagamenti in contanti e obbligo di fattura telematica oltre i 3.000 euro.

Le regioni del Mezzogiorno potranno istituire un tributo sostitutivo dell'Irap per le imprese avviate dopo l'entrata in vigore del decreto legge e incasso dl 33% dei tributi statali incassati nel caso in cui i comuni collaborino alla lotta all'evasione.

Controlli più stretti su Inps e invalidità con contributo di concesso solo a chi è invalido all'80%.

A partire dal primo gennaio 2011 lo stipendio di ministri, sottosegretari e parlamentari viene tagliato del 10% rispetto al trattamento del 2010 mentre i dirigenti pubblici che guadagnano da 90.000 a 130.000 euro si vedranno tagliare del 5% sulla parte che eccede i 90.000 euro e del 10% oltre i 130.000 euro di reddito; lo stipendio dei magistrati verrà decurtato per il 10% nella parte eccedente gli 80.000 euro.

Tra gli altri tagli, quelli alle province per cui quelle con un numero di abitanti inferiori a 220.000, che non confinano con Stati esteri e che non sono nelle regioni a Statuto speciale, saranno soppresse. Le competenze e gli uffici saranno trasferiti ad altre Province. Si tratta di nove Province: Asti, Ascoli Piceno, Massa Carrara, Matera, Fermo, Crotone, Vibo Valentia, Rieti e Isernia. Vengono soppressi anche Ipsema, Ispel e Ipost, Isae, Ice ed Ente italiano Montagna oltre al Comitato Sir e alla Rel.

Infine per permettere l'attuazione della manovra finanziaria, le Regioni e i Comuni dovranno contribuire per circa 10 miliardi in tre anni e dunque già il prossimo anno il taglio alle Regioni sarà di circa 4 miliardi e per i Comuni di 800 milioni.

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