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Mara Carfagna frena sulle dimissioni

Si dimette, si o no? Il caso Mara Carfagna è esploso. E il ministro, intanto, ha avuto anche una telefonata da Lisbona del coordinatore del Pdl, Ignazio La Russa, che l'ha rassicurata. Ora, pare, ci sarebbe un ampio margine di trattativa.

Carfagna: 'Lascio tutto, il Pdl non è il mio partito'

Insomma, dopo aver annunciato di voler lasciare il governo, il Parlamento e il Pdl il 15 dicembre subito dopo aver votato sì alla fiducia, Mara potrebbe fare marcia indietro. Attende l'incontro chiarificatore con Silvio Berlusconi che potrebbe avvenire a breve. Per Mara, 'il problema è la gestione del partito in Campania. Ho dato la mia disponibilità a trattare se mi danno garanzie sul partito e sulla questione della realizzazione del termovalorizzatore di Salerno'. La questione con Bocchino e un possibile abbandono per Futuro e libertà dove milita il suo pigmalione politico Italo Bocchino? Non sia mai. 'Sono nata in questo partito. Questo è il mio mondo'.

E al 'vergogna 'gridato dalla Mussolini, la Carfagna ha risposto anche in una intervista al Mattino. 'Quello è stato un atto di cattivissimo gusto che non merita commenti ma che si addice alla persona che l'ha commesso. A Napoli le chiamano vaiasse...', che in dialetto napoletano viene utilizzato per indicare una serva.

La replica della Mussolini: 'È gravissimo che il ministro Carfagna rivolga a mezzo stampa gratuiti e volgari insulti a una donna parlamentare. Per questo inqualificabile comportamento, in palese contrasto con le finalità che il ministero delle Pari Opportunità persegue, dovrebbe immediatamente rassegnare le dimissioni. Le sue parole e il suo agire sono la conferma che non è in grado di ricoprire una così alta carica governativa. Chiederò al presidente della Camera Gianfranco Fini di adottare ogni iniziativa a tutela della onorabilità e della dignità dei deputati che lui rappresenta'.

La Carfagna, comunque, si è pure detta interessata al progetto di Gianfranco Micciché, Forza del Sud, una formazione che garantisce comunque l'appoggio a Berlusconi nelle prossime elezioni amministrative in Campania, inclusa quella a sindaco di Napoli, alla quale lei con le sue oltre 55 mila preferenze delle scorse Regionali non rinuncia. E la sua denuncia a Il Mattino sulla guerra con la cordata di Nicola Cosentino per le competenze sugli appalti del termovalorizzatore non sarà liquidata come fatto locale.

Anche perché dopo le dichiarazioni del ministro sulla guerra per bande e le sue rivelazioni sulla reazione alla decisione del governo di affidare le procedure al governatore Stefano Caldoro la questione ha attirato le critiche dell'opposizione. Luigi Zanda del Pd: 'Si tratta di una guerra di appalti che sta vincendo Cosentino, indagato per collusione con i clan camorristici'. Nichi Vendola parla di questione criminale, mentre Maroni si limita a dire: 'La Carfagna è un ministro che apprezzo e stimo e con il quale ho lavorato molto'. Stop.

Solidarietà e attestati di stima al ministro delle Pari opportunità anche dal leader udc, Pier Ferdinando Casini, che parla delle sue possibili dimissioni come di un 'problema un po' più ampio e preoccupante su cui bisognerebbe riflettere. La Carfagna è stata tutto sommato un buon ministro e il fatto che dica che il partito è ridotto a comitato d'affari e che in Campania non c'è agibilità politica è una cosa di grandissima rilevanza'. Lodi alla battaglia di legalità anche da Maria Ida Germontani di Fli. Mentre Micciché la aspetta a braccia aperte in Forza del Sud.

(foto © LaPresse)

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