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Marchionne vs Renzi, l'offesa a Firenze: "Sindaco di una povera e piccola città"

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Bersaglio di critiche insidiose da sinistra, oggetto di complimenti non sempre apprezzati da destra, stavolta Matteo Renzi ha battibeccato con uno dei personaggi più controversi della scena pubblica, che pure aveva difeso in più occasioni. E' finito dunque l'idillio con Sergio Marchionne? Quel che è certo è che i due sono stati protagonisti di un botta e risposta che ha tirato in ballo la città di Firenze e che sta facendo discutere dentro e fuori i partiti.

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Il sindaco di Firenze, intervistato nel videoforum di Repubblica Tv, ha preso le distanze dall’ad Fiat Marchionne, criticando le sue scelte industriali per il progetto Fabbrica Italia, che ha tradito le aspettative degli operai promettendo investimenti mai arrivati. "Qualsiasi risultato abbia ottenuto e otterrà, avrà questa macchia di aver preso in giro lavoratori e politici dicendo una cosa che non avrebbe fatto - ha commentato Renzi durante un'intervista con il vice-direttore di Repubblica Massimo Giannini - Non ho mai immaginato Marchionne come modello di sviluppo per l'economia, andava ai congressi Ds dove c'erano D'Alema e Bersani, e Bertinotti ne parlava come il borghese buono". Una svolta rispetto agli apprezzamenti del passato? Renzi ci tiene a sottolineare di non essere mai stato un fan di Marchionne, ma di aver semplicemente sostenuto la posizione del sì al referendum di Pomigliano d'Arco per Fabbrica Italia.

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Ma Marchionne non gradisce la retromarcia di Renzi e lo punge sul vivo. L’attacco è mirato sulle due cose che al rottamatore del Pd interessano di più: la candidatura alla premiership e la sua Firenze. "Renzi si crede Obama, ma è il sindaco di una piccola, povera città" ha dichiarato Marchionne in risposta al commento di Renzi. Una replica offensiva che ha scatenato una generalizzata reazione di protesta, non solo da parte dei cittadini di Firenze. Sui social network è un fiorire di commenti al vetriolo indirizzati all’amministratore svizzero. A metà tra l’ironia e la critica sprezzante, tutti i messaggi difendono una città che è emblema della nostra richezza culturale e che l'Unesco considera patrimonio dell'umanità.

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E così giù con le repliche che coinvolgono direttamente Marchionne e la Fiat, con gli hashtag Firenze e Marchionne che impazzano su Twitter. "Renzi è sindaco di una città povera dice #Marchionne, il dirigente che apre gli stabilimenti in Serbia per pagare meno gli stipendi" scrive @Taniuzzacalabra, mentre il profilo dell’@unitaonline lancia la provocazione: Ora #Marchionne farà un referendum sulla bruttezza di #Firenze. Se vincono i no la Fiat lascerà l'Italia?. Ma a spopolare è decisamente la satira sul tanto vituperato stile Fiat. "Uno che è a capo di un'azienda che ci ha abituati a Duna, Multipla e Panda, volete che apprezzi la bellezza di Firenze?" commenta @Tommy_The_Who, mentre @sarafrangini scrive: "#Marchionne ci sono più turisti in un bar della 'piccola e povera' #Firenze in un giorno che acquirenti della Duna in un anno intero".

Forte di attestati di solidarietà piovuti da ogni parte politica (da Vendola alla Meloni), Matteo Renzi ha scelto Facebook per rispondere alle parole del numero uno di Fiat: "Vorrei dire all'ingegner Marchionne che è liberissimo di pensare che io non sia un politico capace. Ma prima di parlare di Firenze, città che ha dato al mondo genio e passione, faccia la cortesia di sciacquarsi la bocca, come diciamo in riva d'Arno. Attacchi pure me, ma che senso ha offendere una città che si chiama Firenze e i suoi abitanti?".

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