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Marco Milanese, la Camera dice no all'arresto e Berlusconi evoca le dimissioni di Tremonti

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Ieri l'Aula di Montecitorio si è espressa circa l'arresto di Marco Milanese, ex braccio destro del ministro dell'Economia Giulio Tremonti, e con voto segreto ha salvato il deputato Pdl. Sono stati 312 i voti contrari all'arresto e 305 i favorevoli. Milanese, dunque, si è salvato per una manciata di voti. La maggioranza richiesta era di 309 voti. Dopo l'esito del voto il deputato Pdl ha detto: 'Ce l'ho fatta per poco, sono salvo per il rotto della cuffia'.

Milanese è salvo, proteste fuori Montecitorio - il video

Ricordiamo che lo scorso luglio Milanese era stato raggiunto da una richiesta di arresto in carcere disposta dai pm e trasmessa alla Camera. Per lui l'accusa era corruzione, rivelazione del segreto d'ufficio e associazione a delinquere. Qualche giorno fa (leggi la notizia) la Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera ha approvato con 11 voti favorevoli e 10 contrari la proposta del relatore Fabio Gava (Pdl) di respingere la richiesta avanzata dai magistrati napoletani che prevedeva l'arresto del deputato Pdl, implicato nella vicenda dell'appartamento romano in cui Giulio Tremonti ha alloggiato (leggi la notizia).

Il ministro Tremonti non ha partecipato al voto del governo perché, come fatto sapere, era in viaggio per Washington dove oggi iniziano i lavori del Fondo monetario internazionale. Il fatto ha generato alcuni malumori nel Pdl, c'è chi ha giudicato immorale la sua assenza. Tra la maggioranza mancavano otto deputati, per il Pdl oltre a Tremonti erano assenti Alfonso Papa, agli arresti a Poggioreale; il ministro degli Esteri Franco Frattini in missione all'estero; Pietro Franzoso; Giuseppe Angeli; Nicolò Cristaldi. Per la Lega non c'era Alessandro Montagnoli e per Noi sud mancava Antonio Gaglione.

Se Alfonso Papa è finito il carcere, Marco Milanese si è salvato. A fare la differenza 29 deputati che lo scorso 20 luglio hanno votato per mandare in carcere Papa e che ieri, invece, hanno votato per salvare Milanese. Anche se non sono mancati i cosiddetti 'franchi tiratori'. Secondo i tabulati delle votazioni, infatti, in 7 hanno votato con le opposizioni per l'arresto. In ogni caso, visto l'esito, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si è detto soddisfatto e il leader della Lega Umberto Bossi ha affermato: 'Lo avevo detto che la Lega non avrebbe fatto cadere il governo. Abbiamo dimostrato di essere alleati leali'.

L'esito del voto ha però sollevato dure proteste e davanti a Montecitorio si sono levati numerosi 'No!' e Vergogna!. Come si legge sul quotidiano Il Corriere della Sera, Gianfranco Mascia dei Viola ha spiegato: 'Noi cittadini avevamo annunciato che ci saremmo mobilitati perennemente contro l'auto protezione della Casta. Noi non vogliamo giudicare se Milanese è innocente o colpevole, per questo ci sono i giudici. Però il Parlamento oggi ha detto che Milanese è più uguale di noi altri cittadini'.

Secondo quanto scritto da Marco Galluzzo su Corriere.it, il premier, a proposito dell'assenza del ministro Tremonti, sfogandosi avrebbe detto ai suoi: 'E' un'indecenza, vi autorizzo io a dirlo ai giornalisti, ho controllato io stesso gli aerei, c'erano altri voli di linea e poteva anche prendere un volo di Stato, un volo che è autorizzato a fare un'altra rotta, gliel'ho detto io stesso, avrebbe anche risparmiato del tempo. Lui mi ha risposto che non poteva'. A quanto pare, dunque, la distanza tra Berlusconi e Tremonti si sta facendo via via sempre più incolmabile.

Non ci sono notizie ufficiali, ma a quanto pare questa volta il comportamento del ministro dell'Economia, la sua assenza, no è proprio andato giù al presidente del Consiglio e sarebbe stato lui stesso a parlare di 'atto immorale'. A far traboccare il vaso pare siano stati i numeri del Def, ovvero il documento che aggiorna le cifre e le previsioni della nostra economia. Il governo ne era all'oscuro ed è stato chiamato ad approvarlo senza alcuna illustrazione.

Berlusconi sembra aver detto: 'Esiste un problema serio, Tremonti va in giro in Europa a dire che la credibilità dell'Italia è peggiorata per colpa mia, per le modifiche che ho inserito alla manovra. E' una cosa inaccettabile. Un ministro che non segue le indicazioni del suo partito, che non dà le dimissioni dopo tutto quello che è successo, crea una situazione imbarazzante. Io la manovra l'ho solo migliorata e se mi avesse dato ascolto sin dall'inizio sarebbe stato tutto diverso'. E ancora: 'Sapete che non ho il potere di fare dimettere nessuno, purtroppo'. Parole inequivocabili, che lasciano poco spazio all'immaginazione. E poi ecco arrivare una comunicazione dallo staff del premier: 'Non siamo in grado di dire, lo sa soltanto il presidente, se in questo momento possiamo fare a meno di Tremonti, ma di sicuro si sta rafforzando nel presidente una consapevolezza: con Tremonti, con questo grado di collaborazione, il governo non riuscirà a dare quel colpo d'ala che i mercati ci chiedono, ormai il ministro viene avvertito come il primo problema di questa coalizione'.

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