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Marco Pannella, stop a sciopero della sete: accetta terapia endovena, ma situazione è critica

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Marco Pannella si è convinto e ha accettato una terapia endovena. Dopo avere accusato un mancamento, ieri sera, al rientro in clinica in seguito alla partecipazione alla trasmissione RadioCarcere, in diretta da Radio Radicale, il politico e giornalista ha ceduto alle insistenze dei medici, ma di ricominciare a bere per ora (almeno) non se ne parla.

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Per Pannella, infatti, "il problema è semplice": se qualcuna delle personalità del mondo dello spettacolo e della cultura da lui citate per 'trascinare' una lista "rosa nel pugno per la giustizia e per l'amnistia" avesse accettato il suo invito, allora "avrei bevuto, ma questa cosa formale non c'è stata". Vasco Rossi - "che però non sta bene e ha paura di non essere capace" - Umberto Veronesi, Roberto Saviano, Franco Battiato, Celentano, i fratelli Bennato: il leader dei Radicali ha appena accennato una lista, ma poi si è fermato dicendo di non avere voglia "di fare lunghi elenchi".

Sono giorni ormai che Marco Pannella non beve e non mangia per sensibilizzare l'opinione pubblica sul problema del sovraffollamento delle carceri e la sua salute, se non addirittura la sua sopravvivenza, è fortemente a rischio. Eppure, nonostante ciò, il leader dei Radicali non si è piegato e ha accettato solo un 'compromesso': "Abbiamo appena cominciato una terapia endovenosa con una soluzione di acqua e zucchero", ha spiegato il medico che segue Pannella, Claudio Santini, aggiungendo tuttavia che l'esito della terapia "non è scontato". "Si tratta di vedere se attraverso l'idratazione riprende la diuresi, e quindi il recupero della funzione renale", ha concluso il medico, riferendosi al fatto che il politico ha passato la notte senza urinare.

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Ieri pomeriggio anche il Presidente del Consiglio, Mario Monti, si è recato in ospedale da Pannella per convincerlo a ricominciare a bere e, da quanto riporta lo stesso leader dei Radicali, tra i due è 'scoccata la scintilla': "Come diceva Leonardo Sciascia se Monti è venuto qui, se ha bussato a questa porta è perché sapeva che l'avrebbe trovata aperta", ha dichiarato Pannella a Repubblica, raccontando che prima di andarsene il premier gli avrebbe detto: "Quando uscirò da qui vorrei che tu ricominciassi a bere. Cosa posso fare?". Alla fine i due uomini si sono intesi su "un'apertura di dialogo per l'amnistia e per la giustizia", una cosa che il politico Radicale ha definito "non da poco", e per questo ieri sera ha mangiato due mandarini dedicandoli a Monti, con l'augurio del brindisi.

Ma per altri colleghi' Pannella non ha le medesime parole di stima e affetto. Non le ha per il ministro Severino, la cui legge sulla giustizia è "irresponsabile", nè per Bersani - "Mi ha invitato a riprendere a bere. Gli ho detto che è un Ponzione Pilatino o forse un Ponzino Pilatone, non ricordo" - nè per Fini o Napolitano. E decisamente non le ha per Maroni, Grillo e Berlusconi: "Non esiste".

Insomma, nonostante l'età (82 anni) e le condizione critiche, Marco Pannella conserva la vis polemica e la determinazione kamikaze che da sempre contaddistinguono le sue battaglie, anche se stavolta la preoccupazione per la sua salute è enorme. La stessa Emma Bonino avrebbe cercato di farlo desistere e ha accusato un malore a causa dello stress per le condizioni del compagno di mille lotte. Eppure, il leader Radicale non sembra intenzionato a cedere e ai giornalisti e agli amici, e a tutti quelli che si preoccupano per lui, dice con un sorriso che lo sciopero della sete e della fame "è un'arma di vita".

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