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Marco Travaglio: 'Berlusconi, pagliaccio a Palazzo Chigi'

In un articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano il giornalista Marco Travaglio parla della ridicolaggine dei grandi personaggi del nostro mondo politico. E lo fa partendo dall'intervento fatto da Roberto Benigni nella trasmissione di Roberto Saviano e Fabio Fazio 'Vieni via con me'.

Il video di Roberto Benigni a Vieni via con me

Guarda le immagini della prima puntata di Vieni via con me

Nel suo articolo Travaglio ha scritto: 'Fateci caso. Le migliori gag del monologo travolgente di Roberto Benigni a 'Vieni via con me' nascono dalla ripetizione testuale di una frase del presidente del Consiglio e di una del ministro per le Riforme Istituzionali. La prima: 'Il caso Ruby è una vendetta della mafia contro di me'. La seconda: 'Per ora sto dietro il cespuglio'. Frasi di una comicità irresistibile. Il capo di governo del Paese che ha visto cadere magistrati, carabinieri, poliziotti, giornalisti e politici morti ammazzati dalla mafia se ne esce sostenendo che, per colpire lui, la mafia non usa più la lupara, il kalashnikov, il tritolo o il plastico, ma le mignotte. [...] La domanda è: com'è possibile che un simile pagliaccio sia ancora a Palazzo Chigi?'.

Il giornalista ha poi proseguito così: 'Mentre Benigni sbeffeggiava il pornocomplotto della mafia e il condottiero lumbard accovacciato dietro la siepe con le braghe a mezz'asta, pensavo a quanta gente, negli ultimi vent'anni, ha preso sul serio questi due buffoni patentati. Sicuramente, a sbudellarsi davanti alle gag di Benigni su B&B, c'era D'Alema, che ai tempi della Bicamerale scambiò Al Pappone per 'un sincero riformatore' e gli consentì di mettere le mani sulla Costituzione; c'era Veltroni, che proprio tre anni fa predicava 'le riforme insieme' con B. e poi, in campagna elettorale, giurava di 'non attaccarlo mai più', anzi manco lo nominava, chiamandolo 'il principale esponente dello schieramento a noi avverso'; e c'era Bersani, che ancora qualche mese fa predicava il 'dialogo sul federalismo' con quello che armeggia col dito medio dietro il cespuglio. '.

Travaglio ha poi aggiunto: 'Quando, nel 2001, Le Monde venne a intervistare Montanelli su che cosa potesse fare l'Europa contro B., il grande Indro rispose: 'Trattarlo con tutta l'irrisione e il disprezzo che merita'. Infatti così l'ha sempre trattato la stampa estera: come un pagliaccio, tanto più pericoloso proprio in quanto è riuscito a spacciarsi per uno statista. [..]mSarebbe bastata una risata, per seppellirlo, se fin dal '94 chi ha in mano la politica e l'informazione si fosse incaricato di dipingere B. per quello che è: gli italiani, non foss'altro che per opportunismo, non voterebbero mai un uomo ridicolo'.

Il giornalista de Il Fatto ha concluso scrivendo: 'Sono i suoi avversari che, oltre a non opporglisi mai, hanno sempre evitato di deriderlo come il politico più ridicolo dell'universo. Forse perché non lo trovano ridicolo. O forse perché lo sono anche loro. Chi si somiglia si piglia'.

 (foto © LaPresse)

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