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Marina Berlusconi in politica? "Non scenderò in campo, il mio posto è in azienda"

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Marina Berlusconi non avrebbe intenzione di scendere in campo come prossima candidata alla premiership per il centrodestra: dopo la sentenza di Cassazione nel processo Mediaset che rende suo padre Silvio di fatto incandidabile ai sensi della legge Severino, il suo nome resta il primo in lizza per sostituire il Cavaliere nella corsa a palazzo Chigi in eventuali elezioni anticipate.

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Perchè se tutti si affrettano a smentire la caduta imminente del governo Letta, con le continue richieste di un salvacondotto per il Cavaliere, l'apparente risolutezza del Pd nell'appoggiare in Parlamento l'applicazione della sentenza sul fronte della dichiarazione di decadenza del condannato Berlusconi e le continue divergenze su Imu, Iva ed altri temi al centro del dibattito pubblico, le larghe intese sembrano davvero destinate a schiantarsi contro l'interesse primario del centrodestra di salvare il suo leader e quello del centrosinistra di salvare la faccia nei confronti del proprio elettorato.

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"Si voterà entro la prima settimana di novembre con Marina Berlusconi nel simbolo e il padre mattatore della campagna elettorale sui temi della giustizia penale, ma soprattutto fiscale": a dirlo è il faccendiere più famoso d'Italia, "l'uomo che sussurrava ai potenti" (come si è definito nella sua autobiografia), Luigi Bisignani. E sempre lui era stato il primo ad ipotizzare con una certa cognizione di causa, qualche settimana prima della sentenza di Cassazione sul processo Mediaset, che in caso di condanna la Presidente di Mondadori potesse subentrare alla guida di un centrodestra rimasto orfano dell'unico leader riconosciuto dal partito e dall'elettorato, ma pronto a ripartire dal brand di Forza Italia.

Invece lei, Marina Berlusconi, per ora continua a smentire un suo impegno diretto in politica: "Il mio posto è qui, nelle aziende - avrebbe detto la manager ai suoi collaboratori, secondo fonti del Corriere della Sera - Le ipotesi circolate in questi giorni sul mio conto sono sicuramente suggestive, ma non percorribili" avrebbe ripetuto la presidente di Fininvest e di Mondadori in diverse conversazioni con persone fidate. Sempre secondo il Corriere, Marina Berlusconi avrebbe sottolineato di non sentirsi adatta a ricoprire ruoli attivi di impegno politico e che proprio per il rispetto che nutre per le istituzioni non ritiene che le leadership si possano improvvisare o semplicemente ereditare. Piuttosto, per raggiungere i vertici bisogna lavorare sul campo, proprio come nelle carriere aziendali.

Più o meno ciò che era già stato ribadito ufficialmente nella smentita arrivata giorni dopo che aveva preso corpo l'ipotesi di ereditare la leadership della rinata Forza Italia, che presto affiancherà il simbolo del Popolo della Libertà: "Di fronte al ripetersi di indiscrezioni su un impegno in politica di Marina Berlusconi, non possiamo che ribadire quanto già più volte detto in passato: si tratta di ipotesi che non hanno alcun fondamento" aveva fatto sapere il portavoce di Marina Berlusconi.

E se nel Pdl il nome di Marina continua ad essere indicato come possibile alternativa al condannato Berlusconi, qualche dubbio lo insinuano le cifre. Stesso nome, storia imprenditoriale vincente, la primogenita del Cavaliere è la più simile al padre per carattere e piglio, la più combattiva e "berlusconiana" della famiglia, a differenza di altri figli, come Barbara, che ha dato più di un dispiacere al padre in alcune interviste (ad esempio parlando della necessità di una "legge sul conflitto di interessi", praticamente una pugnalata per il papà). Eppure a Marina mancherebbe l'appeal di Berlusconi senior, o almeno così dicono i sondaggi. Anche Alessandra Ghisleri, numero uno di Euromedia Research nonché sondaggista di fiducia di Berlusconi, dà il Pdl, in crescita a quota 29% dopo la condanna di Berlusconi, ma non può dire lo stesso della presa sull'elettorato di Marina. Secondo la Ghisleri, come riporta l’HuffPost, "Marina Berlusconi è bassa". Pur senza indicazioni percentuali, sembra facile intuire che il ventilato 30% che l'elettorato di centrodestra riconoscerebbe a Marina Berlusconi non sta nei fatti, nè nei numeri. Forse solo nei desiderata del Cavaliere.

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