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'Marino resisti', i sostenitori del sindaco di Roma in piazza 'contro' dimissioni

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Una petizione che chiede: 'Marino resisti'. E una manifestazione di piazza, organizzata domenica 25 ottobre al Campidoglio, che vuole il prosieguo dell'attuale amministrazione. Il sindaco di Roma ha trovato così un appoggio popolare per meditare sul ritiro delle dimissioni: la legge glielo consente entro l'1 novembre. Dopo quella data ci sarebbe la decadenza e il commissariamento della città. Il 'marziano', come è stato soprannominato Marino, potrebbe perciò tornare sulla terra. Precisamente a Roma, chiedendo la fiducia al consiglio comunale.

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"Il Sindaco Ignazio Marino, eletto con il 64% dei voti dei Romani, è stato costretto a presentare le proprie dimissioni a seguito di una serie di manovre politiche, venendo così privato della possibilità di portare a termine il proprio mandato e il difficile compito di ripulire la città da mafie e corruzione", spiegano i promotori della manifestazione su Facebook, denunciando un presunto complotto contro Marino. L'accusa è precisa: "Il voto dei cittadini romani viene stravolto e violentata la democrazia". Intanto il sindaco di Roma sta continuando a svolgere le proprie funzioni, come previsto dalla legge. Nella giornata di sabato 24 ottobre ha presenziato alla riapertura di via Marsala, sottoposta a lavori di riqualificazione terminati prima della scadenza prevista.

Ignazio Marino ha evitato di rispondere sul suo futuro: "Penso all'evento importantissimo del Giubileo", ha detto ai cronisti che lo incalzavano. Le sue parole, infatti, si sono soffermate sui lavori svolti a via Marsala: "Noi abbiamo rifatto l'asfalto mischiato con il polverino dei pneumatici usati per diminuire l'inquinamento acustico e aumentare l'aderenza e allo stesso tempo abbiamo realizzato l'allaccio fognario. Tutto in un mese", ha sottolineato. Intanto, nel Partito democratico romano inizia a prendere forma un fantasma: il sindaco potrebbe andare in Aula e chiedere di andare avanti. A quel punto i democratici dovrebbe votare contro un sindaco del loro partito.

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