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Mario Borghezio, dimissioni dal Parlamento europeo dopo la petizione. Lui: "Autosospeso"

E' giallo sulle presunte dimissioni dell'europarlamentare leghista Mario Borghezio: dopo le recenti polemiche per le sue dichiarazioni razziste nei confronti del neoministro Kyenge, il deputato europeo ha deciso di autosospendersi dal gruppo Efd (Europa della libertà e della democrazia - euroscettici) "per tutelare la Lega e l'Efd in attesa di fare piena chiarezza sulle frasi pronunciate sul ministro per l'integrazione Cecile Kyenge".

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La decisione è stata annunciata dallo stesso Borghezio, che intercettato dal quotidiano Repubblica ha spiegato: "C'è stata ieri sera una riunione del gruppo. Ho chiesto un rinvio per tradurre in inglese il testo integrale dell'intervista sul ministro Kyenge. In attesa del chiarimento, ho sentito il dovere di autosospendermi. Sono tranquillo, la vicenda si risolverà entro un mese". Solo un giorno fa era stato il presidente del Parlamento europeo Schultz a definire "una vergogna" le esternazioni con cui il leghista ha commentato la nomina del ministro dell'Integrazione

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L'intervista a cui fa riferimento Borghezio è quella rilasciata al programma radiofonico La Zanzara, in cui il deputato ha tirato fuori una serie di insulti dal suo ricco repertorio: "Questo è un governo del bonga bonga, vogliono cambiare la legge sulla cittadinanza con lo Ius soli e la Kyenge ci vuole imporre le sue tradizioni tribali, quelle del Congo. Lei è italiana? Il Paese è quello che è, le leggi sono fatte alla cazzo...". Il tutto condito da una serie di offese razziali agli africani, che per Borgezio apparterrebbero ad "un'etnia molto diversa dalla nostra, che non ha prodotto grandi geni" e giudizi personali sul ministro dell'Integrazione: "Mi sembra una brava casalinga, non un ministro del governo (...) Kyenge fa il medico, gli abbiamo dato un posto in una Asl che è stato tolto a qualche medico italiano".

Le parole di Borghezio sulla Kyenge sono arrivate fino a Bruxelles e non hanno lasciato indifferenti i membri dell'Europarlamento. Secondo l'associazione Articolo 21, che ha lanciato una petizione sul sito Change.org per chiederne le dimissioni, l'espulsione di Borghezio sarebbe la conseguenza delle 130mila firme consegnate ieri al presidente del Parlamento Europeo Martin Shulz: "Fonti assolutamente attendibili confermano che in una riunione di ieri del gruppo mentre Articolo21 incontrava il presidente Schultz e gli altri capigruppo per consegnare loro le 130mila firme raccolte, l’esponente britannico dell’Ukip, il maggior partito dell’Efd avrebbe chiesto con decisione l’espulsione di Borghezio dal gruppo" ha spiegato il direttore Stefano Corradino.

Per ora è stata decisa solo la sospensione, che Borghezio rivendica come una scelta personale, ma per Articolo 21 è un primo passo verso le dimissioni di Borghezio: "E' un fatto molto importante ed è ovviamente il risultato della nostra petizione e del dissenso corale espresso dai gruppi (socialisti e democratici , popolari, liberali, verdi, comunisti) che all’unisono hanno espresso vergogna per le dichiarazioni offensive dell’esponente del Carroccio ai danni del ministro dell’Integrazione Kyenge. Segno che anche una petizione on line può avere un effetto dirompente!".

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