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Mario Borghezio (Lega Nord) a La Zanzara: "Cècile Kyenge? Sembra una casalinga"

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Da quando è stata eletta ministro per l'Integrazione del governo Letta, Cècile Kyenge, medico oculista italiana di origini congolesi e primo ministro di colore della Repubblica italiana, ha ricevuto una sfilza di insulti razzisti che vanno da "Scimmia congolese" a "Zulù", da "Governante puzzolente" a "Negra anti italiana". Appellativi che arrivano da siti e profili social di organizzazioni vicine all'estrema destra. Ma critiche più o meno offensive sono arrivate anche da esponenti politici di casa nostra e in particolare dalla Lega Nord.

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L'ultimo in ordine di tempo è arrivata da quel fine cultore dell'arte retorica di Mario Borghezio, eurodeputato della Lega Nord noto per le sue intemperanze linguistiche e le sue posizioni integraliste. Intervistato a "La Zanzara" su Radio 24, ha sfoderato alcune perle del suo repertorio per commentare la scelta di nominare ministro Cècile Kyenge "La parola 'negra' in Italia non si può dire ma solo pensare. Fra poco non si potrà neanche dire clandestino, si dirà sua eccellenza".

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Borghezio ha contestato la nomina di Cècile Kyenge definendola inadeguata e proponendo al suo posto il sindaco Gentilini che a suo dire avrebbe fatto di Treviso è "la città con la maggiore integrazione". E nella sua analisi non ha risparmiato commenti misogeni ed insulti alla persona: "Verrebbe da chiedere la carta di identità del Congo perchè almeno là non fanno ministri così. Mi sembra una brava casalinga, non un ministro del governo (...) Kyenge fa il medico, gli abbiamo dato un posto in una Asl che è stato tolto a qualche medico italiano".

Non sono mancati nemmeno insulti all'intera popolazione del continente africano, incorniciati in una teoria della razza firmata Borghezio: "Gli africani sono africani, appartengono a un etnia molto diversa dalla nostra. Non hanno prodotto grandi geni, basta consultare l'enciclopedia di Topolino. Diciamo che io ho un pregiudizio favorevole ai mitteleuropei". Sempre a La Zanzara Borghezio ha snobbato i commenti positivi di Mario Balotelli, che ha accolto con favore la nomina della Kyenge come segno di un progresso verso l'integrazione delle culture: "Ma lui non fa il ministro, tira calci al pallone e va bene anche un congolese o un africano per farlo".

La preoccupazione di Borghezio è rivolta soprattutto alle politiche che il neonato ministero potrebbe promuovere in tema di diritti degli immigrati: "Questo è un governo del bonga bonga, vogliono cambiare la legge sulla cittadinanza con lo ius soli e la Kyenge ci vuole imporre le sue tradizioni tribali, quelle del Congo. Lei è italiana? Il Paese è quello che è, le leggi sono fatte alla cazzo...". Parole che hanno suscitato la reazione della Presidente della Camera Laura Boldrini, determinata nel definite le sue dichiarazioni "molto gravi" in quanto "vanno ben oltre il legittimo dissenso sulle iniziative che Cècile Kyenge intende promuovere".

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