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Mario Borghezio vs Josefa Idem: "Vere puttane sono nelle istituzioni"

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Dopo il caso delle "troie" in parlamento, costato al cantautore Franco Battiato il posto da assessore alla Cultura della Regione Sicilia nella giunta Crocetta, oggi è la volta delle "vere puttane" nelle istituzioni. A lanciare l'invettiva, però, non è stato di nuovo un 'insospettabile', ma un protagonista della politica che di intemperenze ha costellato tutta la propria carriera.

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Ospite di Klaus Davi a Klauscondicio, l'europarlamentare della Lega Mario Borghezio ha infatti ingiuriato pesantemente il ministro per le Pari Opportunità Josefa Idem, affermando: "Forse le vere puttane non sono quelle che esercitano la professione, sono quelle piene di ipocrisia, politicamente parlando, che dicono una cosa e ne fanno un'altra". Un attacco frontale e senza giri di parole, che arriva a poche settimane dagli insulti a Cécile Kyenge che hanno decretato la sospensione del leghista dal gruppo Europa della libertà e della democrazia (Efd).

"Io non ce l'ho con la signora Kyenge, ce l'ho invece contro questa ministra Idem", ha detto Borghezio facendo riferimento al mancato pagamento dell'Imu da parte della campionessa olimpica, ribadendo che "forse le vere puttane sono certi personaggi, donne ma anche uomini, che prostituiscono la funzione di servizio che chi ha uno stipendio pubblico dovrebbe sentire di avere nei confronti dell'azienda che li paga, dell'istituzione che gli dà anche degli onori e dei piccoli privilegi o dei grandi privilegi". "Siamo di fronte a un personaggio", ha concluso l'europarlamentare, "che è stato testimonial del nostro Ministero delle Finanze, della campagna per gli adempimenti fiscali" e che poi è stato proprio il primo "a non adempiere", aggiungendo che "la galera non si augura mai a nessuno, ma un po' di gogna certamente".

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Parole, ma soprattutto toni, da cui il Carroccio ha preso le distanze per voce di Gianluca Pini. Il deputato ha dichiarato che la Lega non condivide le "dichiarazioni e le offese gratuite di Mario Borghezio al ministro Idem", ribadendo il rispetto per lei "come donna e atleta", ma sottolineando al contempo l'esistenza di "una questione politica irrisolta" e sollecitando "una risposta del governo" sulla mozione presentata dalla Lega alla Camera. "Le dichiarazioni del ministro, anche quelle contenute in una intervista pubblicata oggi, non chiariscono assolutamente nulla", ha concluso Pini.

A spada tratta in difesa della collega si è invece schierata Anna Finocchiaro, che ha definito "intollerabile" il fatto che "in questo Paese non sia possibile evitare di rivolgere critiche a una donna senza accompagnarle con epiteti volgari, discriminatori, sessisti", e pure - a sorpresa - Fabrizio Cicchitto del Pdl, che ha detto di non condividere "il gioco al massacro contro il ministro, fatto con spirito investigativo-giustizialista da tanti emuli di Travaglio. A me Travaglio non piace mai, ma non mi piacciono neanche i suoi imitatori".

Scelta Civica, infine, attraverso i deputati Gian Luigi Gigli e Mario Sberna, ha domandato al premier Letta chiarimenti sulla vicenda, chiedendo anche contestualmente - in caso di accertamento dell'abuso - delucidazioni sulle "azioni che il governo intende porre in atto per ripristinare un clima di fiducia in materia fiscale con i cittadini e per salvaguardare l'immagine dell'esecutivo stesso".

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