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Mario Monti a "Le invasioni barbariche": beve birra, twitta e adotta il cagnolino Trozzy

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Una lunga intervista, tante battute e pochi comizi: l'obiettivo di Daria Bignardi a Le invasioni barbariche è rendere "umano" Mario Monti. O meglio, renderlo "empatico", metterlo in comunicazione con gli italiani. E l'unico modo è abbandonarsi alla leggerezza e provare a mettere da parte la sobrietà. Monti non è mai perfettamente a suo agio in uno studio televisivo, stavolta ci prova: "Ma non lo vede come sono empatico? Mi sto immedesimando" dice alla conduttrice nei primi minuti di conversazione.

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I temi prettamente politici affrontati in puntata sono pochi: la sua "salita in politica", la possibile alleanza con Bersani e Vendola che non "ama" il Professore ("L'amore è una libera scelta" commenta Monti), la promessa di Berlusconi di restituire l'Imu, con il Cavaliere che al TgLa7 di Mentana ha detto "non mi chiamerò più Silvio Berlusconi se non manterro l'impegno". E' su quest'ultimo punto che Monti si mostra nella veste di competitor elettorale: "E' bello che senta questo imperativo categorico, che è una motivazione anche nobile. Ma se diventasse presidente del Consiglio, cosa che non credo, gli suggerirei di conservare il suo nome illustre e non fare quel gesto che può sembrare di generosità. Non vorrei che dopo due anni dovessero chiamare un nuovo professore per sistemare le cose". Poi il tema dei diritti civili, che non sono al centro dell'agenda politica della coalizione di centro e che secondo Monti andrebbero semplicemente "rafforzati" ("ma perchè ci sono?" chiede la Bignardi).

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Il tutto intervallato da un Monti che in tv non si è mai visto: la Bignardi ha in serbo dei test per il candidato premier di Scelta civica, per mostrare il suo lato umano. Gli fa consegnare un cucciolo, che Monti tiene in braccio per diversi minuti non senza un'iniziale imbarazzo: il cagnolino Trozzy dovrebbe rappresentare la risposta alla mossa elettorale di Berlusconi, che ha adottato la cagnolina Vittoria. E così anche Monti, che ricorda di aver avuto "un'esperienza trentennale con i cani", finisce per adottare il cucciolo tra gli applausi del pubblico: "Nella liberatoria che si fa firmare sempre prima delle trasmissioni tv c'erano più mouli del solito, ora capisco: era l'accettazione del cane...". Ma il piccolo Trozzy non è la sola prova a cui è stato sottoposto Monti.

Daria Bignardi ha voluto che Monti twittasse in diretta per verificare che sia effettivamente capace ad usare il social network. Ne viene fuori una sfida a chi ha più twitter: "Metta le carte in tavola, signora" intima Monti alla conduttrice. Poi twitta dall'account della Bignardi il messaggio "Evviva l'empatia". Nel frattempo il Presidente del Consiglio accetta volentieri la fantomatica birra che la Bignardi offre ai suoi ospiti, di solito in conclusione di puntata. Stavolta si è fatta un'eccezione per Monti anticipandola alla prima intervista, anche se lui ci tiene a sottolineare: "Preferisco il gin tonic alla birra". Non conosce i cantanti del prossimo Sanremo, ironizza su Fazio "valletto" del Festival e detesta "l'uso politico del calcio", ma su Balotelli confessa di "essere un po' geloso di uno che si chiama Supermario". E le stoccate al Cavaliere non sono finite qui, dai capelli non tinti ("A differenza di qualcuno") al numero di follower su Twitter ("Non li compro, ma mi dicono che qualcuno l'ha fatto").

La conclusione dell'intervista è affidata a Geppi Cucciari, che è entrata in studio per conoscere di persona il premier: "Devo adottarla?" ha ironizzato Monti. E la Cucciari: "Lei è il presidente del consiglio più amato... dai tedeschi di sicuro".

Mario Monti e il cagnolino Trozzy a "Le invasioni barbariche"

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