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Mario Monti a Otto e mezzo vs Berlusconi: "Dimettermi da senatore? Non ci penso proprio"

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Giornata piena quella di venerdì per il premier uscente Mario Monti: dopo la presentazione della sua lista e del simbolo, l'ex Presidente del Consiglio è infatti stato ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo. Guidato da una serie di domande aperte della giornalista - che tuttavia non ha mancato di incalzarlo, come nel suo stile - il professore ha infatti toccato tutti i punti salienti della sua "salita in politica", confessando subito, con un'onestà invero spiazzante, di essere stato "più che titubante, decisamente contrario" a impegnarsi nel ruolo di leader di una coalizione.

Monti vs Berlusconi: "Dimettermi da senatore a vita? Non vedo perché"

A convicerlo è stata una questione "di natura morale", con la volontà da una parte di non vedere andare perduti i sacrifici fatti dagli italiani e dall'altra di convincere proprio gli stessi cittadini a impegnarsi nella cosa pubblica, proponendo una politica nuova, diversa da quella del passato, che ha creato una dicotomia profonda con la società e il sentire comune. A una domanda diretta di Gruber se si sia trattato dunque di una scelta fatta "per il bene del paese" (con chiari riferimenti), Monti ha però risposto che "detto così è molto presuntuoso", scantonando dall'immediato inevitabile confronto con Silvio Berlusconi: "Non lo so. Non voglio paragonarmi con nessun altro, personalmente voglio dare un contributo per migliorare le cose".

Allo stesso modo il premier uscente ha anche evitato di cadere nella trappola della conduttrice che gli ha chiesto se dopo vent'anni di berlusconismo lui rappresenta una vera alternativa per i moderati: "Se si parla di comportarsi in un certo modo, di non alzare la voce, sono tanti gli italiani moderati", ha risposto Monti, aggiungendo però che "se essere moderati significa pensare che si possa andare avanti con politiche che non siano di radicale cambiamento, allora non sono assolutamente moderato".

Il Presidente del Consiglio dimissionario ha quindi rispiegato la natura del suo neonato movimento, la scelta di correre con una sola lista alla Camera e con una coalizione a tre al Senato e ha ribadito la volontà di adottare criteri di candidabilità "più esigenti", poi però ha evitato con molta fermezza di rispondere alla domanda se i ministri del suo governo Balduzzi e Passera e l'ex ministro Frattini faranno parte della coalizione che porta il suo nome: "Si tratta di processi importanti, che richiedono un'adeguata riflessione", ha detto Monti, aggiungendo che scioglierà le riserve entro martedì e che per tutti, anche per i transfuga di Pd e Pdl, saranno applicati "i medesimi criteri".

Monti presenta il simbolo Scelta Civica con Monti per l'Italia

Arrivato più o meno indenne fino a tre quarti dell'intervista, il professore non ha potuto schivare però una serie di 'trabocchetti' di Gruber, come quando la giornalista gli ha riferito che secondo Berlusconi dovrebbe dimettersi da senatore a vita per una questione incompatibilità di cariche e di... Stipendio: "L'ha detto davvero? Questioni di alta politica, vedo", ha commentato incredulo, aggiungendo: "Non ne vedo la ragione, non ci penso proprio". E poi è 'inciampato' anche sulla provocazione del Cavaliere che l'ha accusato di guardare la realtà "dal buco della serratura": "Può darsi che mi manchi ogni prospettiva internazionale e che sia chiuso in un angusto provincialismo. Sarebbe un disastro, come qualcuno con una certa coerenza sostiene", ha infatti replicato piccato.

Tuttavia, in linea di massima, ancora una volta Monti ha dimostrato di essere campione di aplomb e così ha continuato a ripetere che sia Berlusconi che Bersani "non sono avversari" - anche se ha dovuto ammettere che pur sempre di una competizione si tratta - e ha rimesso ogni valutazione strategica a chi è "più esperto" di lui, come Casini. L'ex premier ha poi rigettato la tesi che non sorride mai dicendo che altri sorridendo molto hanno fatto solo il male dell'Italia, mentre il suo obiettivo "è quello della speranza, con o senza sorriso" e ha spiegato di avere preso il verbo "silenziare" - per cui è stato aspramente criticato - "dal blog di Fassina", che ha molto elogiato.

Monti ha poi commentato con Gruber i dati di un sondaggio Demopolis che gli attribuiscono una percentuale di voti compresa tra il 16 e il 25% e l'approvazione del 34% degli italiani per la sua "salita in politica", contro un 57% di contrari, dicendo di conoscere buona parte di quel 57% (nel quale rientra "tutta la mia famiglia"), quindi ha osservato che le critiche per l'eccessiva pressione fiscale e la politica economica potrebbero diventare consensi se avrà il tempo di portare avanti le riforme istituzionali che ha in mente. Ma a questo proposito il professore ha anche detto che non potrebbe fare il ministro di "un altro governo del quale non condividessi la linea almeno al 98%".

Il premier uscente si è infine congedato con un riferimento alla polemica per la sua sovraesposizione mediatica dicendo che "mai e poi mai avrei pensato di andare a Domenica In", ma di essere stato invitato e di avere poi scoperto all'atto della conferma della data di partecipazione che il 6 gennaio ricadeva sotto il divieto fatto dalla Rai per i giorni festivi. Quindi ha concluso elencando le sue (poche) partecipazioni a programmi radiofonici e televisivi e dicendo di avere l'elenco di quelle del suo avversario, ma che il tempo ancora a disposizione non sarebbe stato sufficiente a leggerle tutte...

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