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Mario Monti annuncia le dimissioni: "Impossibile andare avanti"


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Dopo l'annuncio di Mario Monti di lasciare il governo in seguito all'approvazione della legge di stabilità e di bilancio, sono state molte le reazioni del mondo politico, ma la più attesa, quella del presidente Giorgio Napolitano, invece non è arrivata. Il Capo dello Stato, infatti, si è limitato a dire: "Parlerò tra otto giorni, in occasione della cerimonia di saluti con le alte cariche dello Stato e lì farò le mie valutazioni" e a proposito dei mercati ha commentato: "Vedremo cosa faranno lunedì". Il timore che la fine anticipata della legislatura e il ritorno di Berlusconi facciano crollare le borse e decollare lo spread infatti è altissimo e la dichiarazione di oggi del presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, fa temere il peggio. "Berlusconi è il contrario della stabilità", ha detto Schulz, spiegando che la ridiscesa in campo del cavaliere è "una minaccia per l'Italia e per l'Europa, che hanno bisogno di stabilità". Una presa di posizione molto dura, che i senatori del Pdl Antonio Gentile, Antonio Azzolini, Salvatore Mazzaracchio, Guido Viceconte hanno definito una "gravissima ingerenza". Intanto, circolano con sempre maggiore insistenza le voci di un Mario Monti candidato alle prossime elezioni, con Gianfranco Fini che a Che tempo che fa ha dichiarato che il professore "ha fatto un bel gol in contropiede a Berlusconi, che ha usato un artificio da vecchia politica: io non ti voto la sfiducia, ma non ti do la fiducia. Tradotto: ti tengo sulla graticola e ti abbrustolisco nel tempo". Il presidente della Camera ha poi anche ipotizzato una data possibile per il voto, il prossimo 10 febbraio. A Milano, infine, nella residenza di Berlusconi di via Rovani, è in corso il vertice del Pdl per discutere delle prossime elezioni regionali in Lombardia, ma non è escluso che il partito approfitti dell'incontro per decidere la strategia per accompagnare l'uscita di scena di Monti - con Alfano che ha già detto: "Noi siamo responsabili. Approveremo legge di stabilità e decreto Ilva" - e la tattica per il dopo.

Il colpo di mano del Pdl è riuscito. Dopo essersi 'sfilato' dalla maggioranza venerdì, il partito di Silvio Berlusconi ha ottenuto da Mario Monti una formale promessa di dimissioni dopo l'approvazione della legge di stabilità.

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Dopo oltre due ore di colloquio con Giorgio Napolitano, infatti, alle 21.30 il premier ha gettato la spugna, come comunicato da una nota ufficiale diffusa dal Quirinale: "Per il presidente del Consiglio, la dichiarazione resa ieri in Parlamento dal Segretario del Pdl Angelino Alfano costituisce, nella sostanza, un giudizio di categorica sfiducia nei confronti del Governo e della sua linea di azione" e dunque, accertato che "le forze politiche siano pronte a concorrere all'approvazione in tempi brevi delle leggi di stabilità e di bilancio, per evitare l'aggravarsi delle crisi con l'esercizio provvisorio", il "Presidente del Consiglio provvederà, sentito il Consiglio dei Ministri, a formalizzare le sue irrevocabili dimissioni nelle mani del Capo dello Stato".

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Insomma, crisi doveva essere e crisi è stata. Anche se su Twitter sono in molti a credere che la decisione di Monti non sia stata dettata unicamente dalla levata di scudi del Pdl. "La pistola di #Berlusconi era già scarica. Mossa di #Monti da furbo, ma solo per sue ambizioni", scrive il conduttore de La Zanzara, Giuseppe Cruciani, venendo subito retweettato da molti, tra cui l'ex vj di Mtv, Andrea Pezzi. Della stessa opinione anche il capo della redazione La Repubblica Milano, Roberto Rho: "Con questa mossa #Monti dismette lo status di tecnico e compie una mossa da politico raffinato (advisor Quirinale). È campagna elettorale", mentre Pierferdinando Casini commenta: "Chi pensava di costringere #Monti a galleggiare, ora è servito".

Per il direttore de La Stampa Mario Calabresi, invece, "Il gesto di #Monti vale a dire: ognuno si prenda le sue responsabilità, se il Pdl vuole sfasciare io non mi presto al loro gioco" e la sua idea è condivisa anche dall'utente @ladegri: "Mai amato #Monti ma stavolta chapeau. Per una volta uno che stronca sul nascere l'ennesimo vergognoso balletto. #iononcisto".

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E se Twitter è il 'termometro' degli umori degli italiani, mai come in questo caso il Paese è diviso, come dimostrano anche le dichiarazioni 'a caldo' degli altri protagonisti della scena politica: "Di fronte all'irresponsabilità della destra, che ha tradito l'impegno assunto un anno fa davanti al paese, aprendo di fatto la campagna elettorale, Monti ha risposto con un atto di dignità che rispettiamo profondamente. Noi siamo pronti a operare per l'approvazione nei tempi più rapidi della legge di stabilità", ha dichiarato Pierluigi Bersani (non sbilanciandosi comunque troppo), mentre Daniela Santanchè, come al solito, ha dimostrato la sua totale dedizione al leader del Pdl: "Dimissioni di Monti? È il primo risultato che ha già ottenuto Berlusconi. È un gesto che apprezzo molto. Dell'ultimo anno di azione di Monti questo è il gesto che apprezzo di più. Ha fatto la cosa giusta".

Che cosa succederà, ora? Come sintetizza il direttore di Repubblica, Ezio Mauro, "con le dimissioni #Monti mette a nudo la manovra di #Berlusconi, che voleva le mani libere senza prendersi la colpa della crisi" e dunque, a tutti gli effetti, si entra in una fase di grande incertezza, che terminerà solo con le prossime elezioni, la cui data, però, è ancora da stabilire. Nel mezzo, due leggi da approvare e una riforma elettorale in alto mare, con lo spauracchio dell'Europa e delle agenzie di rating come Standard & Poor's pronte a tagliare il rating. Insomma, come scrive ancora Beppe Beppetti su Twitter, "è un peccato, il programma dei Maya era di gran lunga il migliore di quello che ci presenteranno".

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