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Mario Monti apre la campagna elettorale a Bergamo: "Italia ha bisogno di riforme radicali"

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Mario Monti oggi ha dato ufficialmente il via alla propria campagna elettorale, iniziando la kermesse di presentazione dei candidati della lista Scelta Civica con una dichiarazione d'intenti che non lascia spazio a dubbi sulle sue intenzioni: "Non possiamo rimettere l'Italia nelle mani degli incapaci che l'hanno portata al novembre 2011". Parole pesanti - alle quali hanno replicato in modo veemente sia Silvio Berlusconi che Pierluigi Bersani - che hanno costituito il filo conduttore di tutta la lunga giornata elettorale del professore al Kilometro Rosso, a Bergamo.

Monti: "Italia in mano a incapaci". Berlusconi e Bersani rispondono

Dopo una mattinata di lavori a porte chiuse, nel pomeriggio la kermesse dei montiani ha aperto le porte ai media ed è stato il momento dei vari interventi: Andrea Riccardi, Luca Cordero di Montezemolo (che ha detto: "Ho scelto di non candidarmi", ma "se riterrete che possa essere utile la mia presenza io sarò con voi") e quindi l'ex premier, che è salito sul palco di Bergamo intorno alle 16.30, accolto da applausi scroscianti.

"Non vorrei che mi aveste preso per un politico...", ha esordito scherzosamente Monti, aggiungendo: "Oggi abbiamo parlato di speranza e di passione e vi assicuro che la passione mi è venuta...". Poi il professore si è fatto serio e ha parlato dei punti che costituiscono la sua Agenda, partendo dal 'tema caldo' del fisco. "Qualcuno è stizzito perché parlo della riduzione delle tasse. Non è incoerente questo, quello che gli italiani hanno fatto nel 2012 era strettamente indispensabile, ma non per sempre", ha dichiarato l'ex premier, chiosando: "Le situazioni cambiano".

Monti ha quindi rivolto un pensiero a Giorgio Napolitano, ringraziandolo per "la grande dignità, per l'orientamento civile e la sicura guida che costituisce per la Repubblica italiana" e dicendo che anche se non sa se la sua decisione di "salire in politica" gli "faccia piacere", è comunque ispirata dallo stesso amore di entrambi "per il nostro Paese" e dal comune "desiderio di riconciliare la società civile con la politica".

Il professore è quindi tornato a parlare di temi più prettamente legati alla campagna elettorale, sottolineando ancora una volta la natura di "moderati riformatori" degli aderenti a Scelta Civica e ribadendo: "L'Italia non ha bisogno di moderazione, ma di riforme radicali". In tal senso, l'ex premier ha spiegato che se eletto la prima cosa che farà sarà "un disegno di legge di riforma costituzionale per ridurre il numero dei parlamentari. Un altro per un assetto dello Stato meno oneroso e più proficuo. E una legge per cambiare il titolo V della Costituzione, che come è stato ridisegnato nella riforma voluta da sinistra e destra, non rende competitiva l'Italia".

Monti ha poi tirato stoccate a tutti i suoi 'avversari'. Prima ha attaccato indirettamente (seppure molto chiaramente) Berlusconi: "Sulla riforma necessaria della giustizia contro la corruzione, il conflitto di interesse e il falso in bilancio" ci sono stati "ostacoli che sono venuti da destra anche per ragioni storiche e personali che conosciamo", aggiungendo "questa volta gli antagonisti della sinistra" siamo "noi che con semplicità parliamo il linguaggio della verità, delle riforme e dell'Europa". E a proposito dello schieramento guidato da Bersani, il professore ha detto di apprezzarne gli "istinti e impulsi liberalizzatori, di scoperta dei valori di un'economia di mercato e sociale di mercato", sottolineando comunque che sono "relativamente recenti", mentre a Nichi Vendola ha replicato: "Autocritica? Ma scherziamo", in merito alla dichiarazione del leader di Sel: "In fondo potremmo anche collaborare con Monti e i suoi purché faccia autocritica".

In conclusione del suo intervento, l'ex premier si è commosso parlando dei nipoti - "troppo spesso trascurati in questi 13 mesi di mio impegno civile" - e quindi ha ancora risposto ad alcune domande dei giornalisti in conferenza stampa. In particolare, il professore si è soffermato sulla possibilità, già anticipata in una lunga intervista a Il Corriere della Sera, di apportare modifiche alla Riforma Fornero. "Non c'è nessun orientamento deciso, siamo in un cantiere aperto", ha dichiarato Monti, frenando facili entusiasmi, ma ammettendo che sul tema, "di grande importanza", stanno riflettendo "diverse persone molto esperte", tra cui Bombassei, Ichino e Cazzola. Quindi l'ex premier si è congedato con la promessa di valutare un cambiamento per l'Imu, ribadendo tuttavia ancora una volta: "Sarà necessario vigilare, in questa fase di campagna elettorale, contro promesse facili e appetibili che possono rivelarsi indigeste e che poi un giorno possono richiedere l'intervento di un nuovo governo tecnico".

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