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Mario Monti: "Imu giù dal 2013, Irap e Irpef dal 2014"

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Alle elezioni manca meno di un mese e anche il rigoroso Mario Monti sembre cedere alla logica delle 'promesse'. Questa mattina a Omnibus di La7, infatti, il professore ha presentato il suo nuovo piano fiscale, smentendo di fatto non solo quanto dichiarato all'inizio della sua campagna - "Chi pensa di abolire l'Imu oggi, sappia che dovrà introdurla doppia, l'anno successivo" - ma anche i ripetuti inviti alla prudenza e a non illudere gli italiani.

Monti a Omnibus su La7: 'contratto con gli italiani' e Imu giù. Il video

In aperta contraddizione con le sue precedenti posizioni, dunque, Monti ha promesso una riduzione dell'Imu, dell'Irap e dell'Irpef, ovvero i tre 'balzelli' che più di tutti tartassano e preoccupano i cittadini del Belpaese. Certo, il discorso del professore è sostenuto da una logica tutto sommato inoppugnabile, tuttavia ciò non toglie che il 'tempismo' dell'ex premier nel rivedere il piano fiscale per gli anni che verranno sembra quantomeno sospetto.

Scendendo nello specifico, quello che Monti pensa di fare è "bloccare la spesa pubblica corrente al netto degli interessi: lo Stato non spenderà un euro in più rispetto al 2012" e ottenere così una riduzione dei costi del "4.5% nell'arco dei cinque anni". Un obiettivo che il professore ha definito "credibile", ribadendo che non si tratta di "promesse, ma impegni seri".

A fronte di questi fondi 'recuperati', diventa dunque possibile ipotizzare un'"Imu ridotta dal 2013", con la possibilità di "accrescere la detrazione sulla prima casa da 200 a 400 euro" e di raddoppiare le "detrazioni per figli a carico e anziani soli da 100 a 200 euro". Il costo complessivo stimato dell'intera operazione è infatti di "2.5 miliardi", interamente coperto "dalla riduzione delle spesa corrente". Insomma, un piano fattibile, dati alla mano, dopo avere presentato il quale Monti tira pure una 'stoccata' a Silvio Berlusconi, dicendo: "C'è chi propone semplicemente di abolire l'Imu, poi magari deve intervenire un governo tecnico".

Ma non solo. Oltre ai progetti per l'Imposta municipale unica, l'ex premier ne ha altri pure per Irap e Irpef. Nel primo caso, infatti, il professore ipotizza che sia "ridotta e favorevole al lavoro dal 2014", con "un dimezzamento dell'attuale carico fiscale sul settore privato" entro fine legislatura. Un operazione pari a "11.5 miliardi di imposta in meno in cinque anni sulle imprese", con priorità per quelle piccole e medie. Per la seconda, invece, l'idea è quella di "ridurre significativamente l'Irpef a partire dai redditi medio bassi, con l'aumento delle detrazioni per i carichi familiari e la diminuzione delle aliquote a partire da quelle più basse". In questo caso, "si tratta di meno 15 miliardi e mezzo", che corrispondono a "una riduzione del rapporto tra gettito e Pil del 2%".

Solo promesse elettorali? Monti è sembrato sicuro del fatto suo e ha annunciato che se anche per il momento si tratta di progetti di massima, a breve "uscirà una nostra proposta, coerente con gli impegni in Europa", ribadendo dunque ancora una volta che qualunque operazione sarà fatta, non andrà contro a quanto stabilito di concerto con la UE, facendo così passare anche il concetto che l'Unione non è la causa di tutti i mali degli italiani. Un colpo al cerchio e uno alla botte, come si dice.

L'ultimo 'coniglio dal cilindro', infine, è stata una promessa (di nuovo) ai terremotati dell'Emilia, dai quali ieri è stato pesantemente contestato. Il professore infatti ha detto di aver "notato che viene chiesto il pagamento dell'abbonamento Rai a chi ha perso la casa", promettendo di occuparsi "oggi stesso di questi aspetti", ma ricordando anche che "la settimana scorsa è stato adottato il provvedimento che aumenta dall'80 al 100% il rimborso" per le imprese che ne hanno fatto domanda e hanno i requisiti per ottenerlo.

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