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Mario Monti: "Imu? Va modificata. Irpef può essere ridotta e Iva non aumentare"

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Mario Monti non va a L'Arena di Giletti, ma non rinuncia all'apparizione televisiva quotidiana (o quasi): il premier uscente infatti è stato ospite a Sky Tg24, dove ha rilasciato importanti dichiarazioni a proposito di Imu, Iva, Irpef e, più in generale, della pressione fiscale e delle tasse. Il professore ha parlato poi anche della decisione di "salire in politica" e della sua lista.

Monti a Sky Tg24 sull'Imu: "Va modificata e data ai Comuni"

A tenere banco sui media è però l'affermazione sull'Imu. "Va modificata", ha detto infatti Monti, "e il gettito va dato maggiormente ai Comuni", aggiungendo che si tratta di una tassa "frutto del precedente governo", che aveva preso impegno con la UE per "reintrodurla", "senza specificare" tuttavia se sarebbe stata imposta anche sulla prima casa. L'ex Presidente del Consiglio si è quindi concesso una battuta, dicendo di aver pagato parecchio di Imu, ma di non conoscere la cifra, perché "si occupa mia moglie di queste cose". Per quanto riguarda l'Iva, invece, Monti ha affermato che è possibile non doverla aumentare ulteriormente, mentre l'Irpef potrebbe anche essere abbassata di un punto: "Ci sono tutte queste possibilità. Queste e anche di più".

Un'apertura che per i più è strategia elettorale, ma che in realtà è assai cauta. "Occorre fare molta attenzione con le promesse fiscali. La pressione fiscale va ridotta ma non vanno fatte promesse non mantenibili", ha infatti subito aggiunto il professore, ricordando di avere rifiutato di fare il Ministro dell'Economia per Silvio Berlusconi proprio perché "nel breve non c'era modo di ridurre l'Irpef come aveva promesso". Il premier uscente ha quindi sottolineato che poi, in effetti, il Cavaliere non è riuscito a nel suo intento.

In merito alla decisione di candidarsi, Monti ha invece spiegato che si è trattato di una scelta ponderata. "Pensavo non necessario farlo. Ero ottimista sul fatto che il Paese continuasse di per sè nella direzione delle riforme", ha detto il premier uscente, spiegando che però la sfiducia del Pdl prima e le "molte preoccupazioni nell'economia italiana e all'estero" poi, alla fine lo hanno convinto a "salire in politica", avvisando per primi "i miei due presidenti: quello della Repubblica e quello di casa mia", ha concluso non senza umorismo.

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Da ultimo il professore ha parlato della sua lista, dicendo di non sapere "che a disegnare il simbolo fossero i creativi che avevano lavorato per Vendola" e aggiungendo che presenterà le candidature nei primi giorni della prossima settimana, probabilmente martedì. Riguardo a Luca Cordero di Montezemolo ha quindi chiarito: "Per quel che mi risulta ha creato tre anni fa un think tank ma non ha intenzione di candidarsi".

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