Excite

Mario Monti lancia l'agenda 'Cambiare l'Italia': "Disponibile a fare il premier"

  • Getty Images

Mario Monti lo aveva annunciato in un colloquio con Eugenio Scalfari dalle pagine di Repubblica: "Dentro di me qualcosa mi dice di non candidarmi". Una frase pronunciata alla vigilia della conferenza stampa di fine anno del Presidente del Consiglio, quella che tradizionalmente rappresenta il bilancio di un anno di governo e che, a chiusura dell'esperienza del governo tecnico, è diventata anche l'occasione per conoscere le intenzioni di Mario Monti sul suo futuro politico. Nelle ultime ore la sua candidatura era sembrata meno probabile, con l'unica certezza che non avrebbe fatto il federatore dei moderati insieme al Pdl, come chiesto da Silvio Berlusconi. Proprio sul Cavaliere, Monti ha dato un giudizio sferzante nell'intervista con Scalfari: "Si ricandida per la sesta volta dopo aver visto quali danni ha fatto all'economia italiana e alla credibilità del Paese?". L'altra certezza è il memorandum per il Paese che Monti che il prossimo esecutivo dovrebbe adottare nei primi cento giorni di governo: una lista di priorità che vanno dalla legge elettorale alle liberalizzazioni, da un nuovo testo sulla corruzione alla riforma fiscale.

Mario Monti in conferenza stampa sulla sua candidatura: guarda il video

In conferenza stampa a Palazzo Chigi, davanti ai giornalisti e alla schiera dei ministri dell'uscente governo tecnico, Monti esordisce sottolineando la fondamentale importanza del lavoro della stampa e della libertà di informazione, rispondendo alla richiesta del presidente dell'Ordine dei giornalisti Iacopino che avava aperto la conferenza con i temi dell'equo compenso e della necessità di rivedere la legge sulla diffamazioene. Poi si entra nel vivo dei temi che riguardano l'azione di governo in questi 13 mesi. Monti sottolinea il "quadro periglioso" in cui ha trovato il Paese al momento della sua investitura, con una diffidenza internazionale che gli ricorda le parole di De Gadperi alla Conferenza di pace di Parigi del '46 "sento che tutto, tranne la vostra personale cortesia, è contro di me". Monti è soddisfatto di quanto realizzato dal punto di vista dei conti pubblici: "In un anno quell'emergenza finanziaria è superata e gli italiani possono di nuovo essere cittadini d'Europa a testa alta", senza aiuti finanziari europei o del Fmi, perchè "sono sempre stato convinto Italia avesse in sè tutte le risorse necessarie" chiude Monti.

Prima di addentrarsi nei temi più squisitamente politici, il ringraziamento a Giorgio Napolitano, al Parlamento e ai presidenti delle Camere, ai segretari dei partiti della magioranza, con cui sottolinea il "rapporto schietto basato sulla cordialità". Proprio per il rispetto con cui è stato improntato il rapporto con il Parlamento, Monti spiega che "le parole pesano e devono pesare", dunque nessuna sorpesa se quelle di Alfano in Parlamento (citando testualmente) sono state interpretate come una sostanziale sfiducia, cui è seguita inevitabile dichiarazione di dimissioni, per non creare alcun equivoco: "Non abbiamo chiesto noi di governare, non ci è stato fatto un favore votando le fiducie". Le critiche più forti subite da Monti riguardano il "giudizio politico pesante per la negatività dell'azione governo che ha peggiorato le cose" e la "cedevolezza nei confornti di una delle parti, il Pd nelle parole di Alfano". Quest'ultima un'asserzione gravissima per Monti, che rivendica un'azione di governo ispirata sempre all'imparzialità nei confronti delle forze parlamentari che lo sostenevano. "Una strana maggioranza", la definisce, che ha comunque permesso di risanare il Paese attuando provvedimenti come la riforma delle pensioni e le imposte di stampo patrimoniale.

Poi il pensiero su Silvio Berlusconi, nei confronti del quale Monti ammette di provare "gratitidine e sbigottimento": il premier uscente ricorda la cordialità del loro rapporto, ma anche la "fatica a seguire la linearità del pensiero sull'apprezzamento o il deprezzamento dell'attività del governo". Così cita il "disastro completo" invocato da Berlusconi nell'ultima sua intervista, poco dopo l'espressione lusinghiera sullo stesso Monti e la generosa offerta a prendere la leadership dei moderati: "un quadro di comprensione mentale che a me sfugge", dice Monti, generando qualche sorriso in platea. Poi ringrazia il Cavaliere per l'appoggio al governo e declina l'offerta.

Ed ecco l'annuncio del memorandum per il Paese: "Si è molto parlato di agenda Monti, come schema logico di politiche da fare o contrastare nei prossimi anni. Monti annuncia la diffusione del suo manifesto: "Cambiare l'Italia, riformare l'Europa, agenda per un impegno comune", un contributo per la riflessione che invita a non distruggere cio che con sacrificio di tutti si è fatto quest'anno. Monti invoca la capacità di sopportazione e comprensione dei cittadini ed invita i suoi successori a non sottrarsi alle linee guida europee, criticabili ma imprescindibili. Dunque "protagonismo in Europa, senza battere pugni ma con durezza delle convinzioni e capacità di negoziare" e soprattutto, sottolinea Monti, bisogna "essere credibili, perchè alla pacca sulla spalla poi segue il risolino". Altra stoccata alla politica internazionale del Cavaliere. Il secondo modo per distruggere quanto fatto dal governo, spiega Monti, è promettere di togliere Imu ed altre tasse, o reintrodurre quel concetto di fisco che "mette le mani in tasca ai cittadini", perchè "un anno dopo aver tolto l'Imu bisognerebbe rimetterla doppia. Evitiamo illusionistici passi indietro".

Monti invita i partiti a prendere coscienza del proprio ruolo: "La crescita deve venire dalla politica, che non deve compiacere gruppi di interessi per ottenere consenso elettorale, non deve svendere il futuro dei giovani per farsi rieleggere, questa è la peggior forma di voto di scambio". L'invito ai due poli della politica è a mettere da parte i rispettivi arroccamenti: da sinistra, la rincorsa alle "forme di tutela degli interessi dei lavoratori che oggi hanno effetto opposto", che hanno contrastato l'approvazione della riforma lavoro e l'accordo sulla produttività; da destra, le resistenze sui temi della giustizia. Monti rilancia: "Servono una disciplina falso in bilancio, del voto di scambio, della prescrizione, delle intercettazioni, una norma stringente sul conflitto di interessi". Oggi c'è la necessità di una "politica progressista", spiega Monti citando l'Economist, fatta di "liberalizzazioni, concorrenza e sitema fiscale che redistribuisca il reddito" e soprattutto "per crescita ed equità ci vuole un salto di qualità del modo in cui vediamo la donna nella società italiana".

Poi l'annuncio tanto atteso: "La nostra agenda è erga omnes, non indirizzatata a destra, centro o sinistra: ci vogliono coalizioni abbastanza ampie per afrontare questi temi, il leaderismo rischia di coprire l'assenza di idee". E sulla sua candidatura: "Non servono discese in campo, anche se dovessi farla non parlerei di discesa in politica, semmai una salita in politica, c'è bisogno politica di livello elevato. Io non mi schiero con nessuno, vorrei che le forze politiche si schierassero sulle idee". Quello che a tutti sembrava un rifiuto netto diventa poi, nelle parole di Monti, una disponibilità a guidare ancora il paese: "Alle forze che aderiranno all'agenda sarei disponibile a dare apprezzamento, incoraggiamento, e se richiestomi ad assumere le responsabilità affidatemi dal Parlamento". Dunque la possibilità che Monti sia ancora premier: "L'agenda serva a unire gli sforzi, se qualcuno vorrà farlo non mi sottrarrò ad essere punto di riferimento". Alle domande sull'eventuale presenza del suo nome sulle liste o ad una sua candidatura al Parlamento, Monti invita ai cronisti a non correre troppo, spiegando che si sono degli elementi principali da valutare: "Contenuti, metodo di governo e credibilità di intenti". Poi precisa: "Non sarò candidato ad un particolare collegio in quanto senatore a vita, ma se una o più forze con credibile adesione all'agenda o ad una migliore manifestassero il proposito di candidarmi a Presidente del Consiglio, valuterei la cosa. Verificate le condizioni, sì. Ma questa è altra cosa dal dare il nome ad altri per liberi utilizzi". Dunque, Monti c'è.

politica.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2017