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Mario Monti, oggi le dimissioni e scherza sui Maya. Berlusconi offeso: "Non ha chiamato"

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Una telefonata che non arriva, un governo che finisce e un popolo, i Maya, riabilitato dalla dubbia fame di menagramo: si conclude così - forse - l'avventura di Mario Monti & Co. a Palazzo Chigi, con uno scambio di battute al vetriolo tra il Cavaliere e il professore.

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A dare fuoco alle polveri, manco a dirlo, Silvio Berlusconi, che in un lungo intervento questa mattina a Gr Parlamento ha criticato e attaccato tutto quanto fatto e non fatto dalla morente legislatura, che - eccezionalmente d'accordo con il Presidente Giorgio Napolitano - il leader del Pdl ha definito "in parte sprecata", dal momento che "c'era la possibilità di avere la maggioranza per approvare una riforma costituzionale, che il governo dei tecnici non ha ritenuto di proporre". Berlusconi quindi se l'è (ri)presa con l'atteggiamento di sudditanza dell'Italia (non quella di cui lui è portavoce, chiaramente) nei confronti "della Ue, soprattutto dell'Unione Europea 'tedesca' e del nord Europa", parlando di tecnici "accucciati" di fronte alle sue richieste e di scelte che hanno portato "soltanto alla recessione. Non è solo un mio giudizio, ma anche di premi Nobel".

Insomma, un Cavaliere in piena campagna elettorale, concentrato a spalare fango sugli avversari e a proporre ricette di benessere e stabilità pronte all'uso per guadagnare punti nei sondaggi, che però, forse, ha accusato l'indifferenza (per non dire il malcelato disprezzo) dimostratogli da Mario Monti. Parlando dell'offerta da lui fatta al professore di essere il leader di una grande coalizione del centrodestra, Berlusconi ha infatti dichiarato: "Alla riunione del Ppe ho detto che ero a disposizione per farmi da parte, proponendo Monti. Aspettiamo una risposta ufficiale di Monti, che non ha ritenuto nemmeno di fare una telefonata. Vedremo che dirà, ma mi vedo costretto a essere ancora io il federatore dei moderati".

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Se il Cavaliere è 'offeso', il professore invece (un po') ci ride su. Nel discorso di commiato all'esecutivo, infatti, Monti ha detto: "Un anno fa questo governo era al varo, oggi invece, non per colpa della profezia Maya, dovremo terminare il ruolo", rispondendo a Berlusconi con la solita ironia, garbata ma tagliente. Il premier ha quindi ringraziato i presenti "per tutto il lavoro svolto" e ha augurato loro "buon lavoro" per il futuro, annunciando anche data e ora della conferenza stampa di fine anno, il 23 dicembre alle 11, e lasciando trapelare che questa sera, al termine del Consiglio dei Ministri convocato per le 19, salirà al Colle per dare le dimissioni. E allora, quando le Camere saranno sciolte, tra Monti e Berlusconi non saranno solo più parole, ma fatti. Politici, naturalmente.

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