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Mario Monti Premier, la candidatura: si vota il 24 febbraio 2013

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Update 10.04
Sulla candidatura di Mario Monti Premier non c'è ancora l'ufficialità, ma un commento (al vetriolo) di Silvio Berlusconi sì: nella sua strategia di saturazione di qualunque mezzo di comunicazione, infatti, il leader del Pdl questa mattina era a Radio Anch'io, da dove ha rivolto un duro attacco al professore. "Monti? Un piccolo protagonista", ha detto il Cavaliere, pronunciando poi l'impensabile: "Sarei d'accordo, forse per la prima volta, con D'Alema", ha infatti dichiarato Berlusconi, "se ci fosse una partecipazione ad una campagna elettorale di Monti". Cosa da fine del mondo, proprio. In ogni caso, sarà per ego, sarà per reale convinzione, il leader del Pdl ha anche subito chiarito di essere pronto a un "faccia a faccia" in tv con Monti o Bersani - "sono il primo a chiederlo" - concludendo con una frecciata al professore: "Spostare la conferenza stampa di fine anno non mi sembra nulla di grave, ma se lo avessi fatto io si sarebbe aperto il cielo...".

Mario Monti sarà candidato premier. La notizia non ha ancora i crismi dell'ufficialità, ma fonti molto vicine al professore dicono che il dado è tratto. Con buona pace di Silvio Berlusconi e Pierluigi Bersani, che comunque, a oggi, resta l'uomo da battere. In realtà, andando appena un po' più a fondo, viene fuori che sul ruolo di Monti in uno schieramento di Centro ci sono ancora dei nodi sciogliere: per alcuni, infatti, il professore non correrebbe come leader, ma come 'uomo immagine'. Una differenza non da poco, che significherebbe che, alla fine, il premier sarebbe un altro, magari Luca Cordero di Montezemolo, uno dei 'nomi forti' del nascente (o rifondato, a seconda dei punti di vista) schieramento.

Un'eventualità che agita ulteriormente le acque e che rimette tutto all'annuncio ufficiale di Monti stesso, che molto probabilmente sarà fatto sabato o domenica, dopo l'approvazione della legge di stabilità e di bilancio e le dimissioni 'ufficiali' del premier. In ogni caso, la macchina elettorale è partita anche per il Centro (all'appello ormai manca solo la Sinistra) e sulle probabili strategie che porteranno il professore e i moderati al voto di febbraio - che stando alle ultime notizie dovrebbe essere il weekend del 23-24 - circolano già diverse ipotesi.

La prima riguarda senza dubbio il 'come' si presenterà il Centro alle elezioni: arriverà con una lista unica o una federazione? Gli strateghi puntano sulla prima opzione, che garantirebbe "sino al 10% in più dei voti che riscuoterebbero liste separate", grazie a una minore dispersione delle preferenze. Ma per ottenere un simile risultato è necessario porre basi solide ed è proprio a questo che, ora, Mario Monti sta lavorando. Come trapela dagli ambienti a lui vicini, infatti, il professore sta redigendo la 'agenda Monti' per il Monti bis, che sarà svelata in occasione del discorso di fine anno, che in questo caso coinciderà pure con l'annuncio delle dimissioni (un insieme di fatti che a qualcuno sta facendo storcere il naso).

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Ad ogni modo, a quanto pare, il programma del professore sarà improntato alla realizzazione di "riforme epocali" (parole sue), dal momento che quanto fatto in questi 12 mesi non sarebbe che la punta dell'iceberg. Come riporta Il Corriere della Sera, spiega bene il 'taglio' dell'agenda Monti una battuta che circolava ieri sera a Palazzo Chigi: "Il nostro governo ha fatto trivellazioni sino a trenta metri, le necessità del Paese richiedono scavi sino a 300 metri". Insomma, nonostante la natura moderata del Centro, paradossalmente il suo programma potrebbe essere il più rivoluzionario presentato nella storia della politica italiana da molti anni a questa parte. E su questo punto, alcuni attribuiscono al professore una valutazione invero poco lusinghiera: per Monti, infatti, a oggi, mancherebbe una "adeguata rappresentanza politica in grado di modernizzare il Paese".

Intanto, com'è nel suo stile, il professore non fa sconti a nessuno e pare che anche alcuni 'contributi' richiesti ai Ministeri del suo governo siano stati rispediti al mittente perché giudicati "di scarso valore". Un fatto che una cosa la dimostra (anche se ormai non dovrebbe essercene neppure più bisogno): per Mario Monti la politica è una cosa seria e per farla bisogna essere preparati, anzi preparatissimi. Altro che quello che sosteneva Nicole Minetti.

L'ultimo step del centro e del professore per lanciare ufficialmente la corsa alle prossime politiche sarà poi la campagna elettorale in tv: e qui si aprono nuovi scenari. A quanto pare, infatti, Monti è pronto a scendere nell'arena e ad affrontare la trafila di apparizioni e interventi nei vari talk show del caso per portare a casa voti. Una novità, per il professore, che per tutta la durata del suo governo ha ridotto al minimo l'esposizione mediatica. E allora la domanda è, banalmente, riuscirà Mario Monti a bucare lo schermo e a convincere gli italiani della bontà del programma suo e del Centro? O la sua presenza sarà piuttosto un boomerang, per la coalizione? Chi vivrà (Maya permettendo), vedrà: ma, certo, l'ipotesi di una tribuna elettorale Bersani-Berlusconi- Monti (in rigoroso ordine alfabetico) ha un suo fascino perverso...

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