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Mario Monti rassegna le dimissioni: domenica scioglierà le riserve sulla candidatura

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Dopo l'ultimo rapidissimo Consiglio dei ministri, Mario Monti è salito al Quirinale per rassegnare le sue dimissioni dalla Presidenza del Consiglio: un incontro brevissimo, meno di mezz'ora, per porre fine all'esperienza del governo tecnico iniziata nel novembre 2011. Giorgio Napolitano ha preso atto delle dimissioni, invitando il governo a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti. Da domani il Capo dello Stato darà inizio ad una veloce fase di consultazioni, incontrando i Presidenti dei gruppi parlamentari e quelli di Camera e Senato. Poi ci sarà il decreto di scioglimento delle Camere.

Elsa Fornero si tappa le orecchie alle critiche della Lega: guarda il video

Si conclude così la sedicesima legislatura, nella giornata che ha visto l'approvazione del Decreto Liste pulite, sull'incandidabilità dei condannati in via definitiva a 2 anni di carcere, in Consiglio dei Ministri e quella della Legge di Stabilità in Parlamento. Si tratta dell'ultima legislatura per molti deputati e senatori, come Walter Veltroni che non si ricandiderà, qualche commentatore azzarda addirittura la definizione di "fine della seconda repubblica".

Mario Monti verso le dimissioni

Le dimissioni di Monti sono arrivati al termine di una giornata convulsa per la Camera dei Deputati, iniziata con il commiato di Veltroni, ma poi segnata dall'affondo di Di Pietro contro i tecnici e dalla polemica della Lega Nord con il ministro Fornero. Protagonista indiscussa dell'esecutivo dei professori, la titolare del Lavoro si è fatta notare anche oggi: durante l'intervento di Massimo Bitonci della Lega Nord, che ha avanzato pesanti critiche sul tema degli esodati, la Fornero ha fatto il gesto di tapparsi le orecchie, poi ha addirittura abbandonato l'aula. Dai banchi del Carroccio si sono alzate proteste veementi, che hanno costretto il presidente della Camera Fini ad intervenire per riportare la calma. Fini ha invitato sia i parlamentari che gli esponenti del governo a mantenere un atteggiamento più rispettoso dell'istituzione parlamentare.

Mario Monti aveva anticipato le proprie dimissioni nel discorso di fine anno tenuto alla Farnesina: "E' il mio ultimo atto prima delle formali dimissioni nelle mani del Capo dello Stato - ha dichiarato Mario Monti - Grazie di avermi permesso di concludere qui questi difficili ma affascinanti 13 mesi". Il premier si è recato al Quirinale al termine del Consiglio dei ministri terminato stasera alle 19,10. Un comunicato diffuso da Palazzo Chigi dopo il Cdm ha annunciato la presentazione delle dimissioni irrevocabili di Monti al Quirinale: "Il Presidente ha comunicato la propria intenzione di recarsi dal Presidente della Repubblica per rassegnare nelle sue mani le dimissioni del governo appena finito il Consiglio dei ministri. Il Consiglio ne ha preso atto".

Domenica alle 11 durante conferenza stampa di fine anno, l'ex premier farà un bilancio del 2012 in scadenza e scioglierà le sue riserve sulla discesa in campo e sul manifesto programmatico di cui sarà promotore. E mentre cresce l'attesa per la discesa in campo del professore, Silvio Berlusconi torna all'attacco, facendo presente a Monti che una sua candidatura alla premiership significa rinunciare alla Presidenza della Repubblica: "In caso di discesa in campo, per l'attuale premier si allontana il Colle più alto - ha detto Berlusconi a Radio Monte Carlo - perché al Quirinale deve essere eletto qualcuno che possa garantire a tutte le parti in causa un'assoluta equanimità".

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