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Marò, competenza dell'Aja per il Tribunale del Mare: no al ritorno di Salvatore Girone in Italia

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Saranno i giudici del tribunale de L’Aja a decidere, nei tempi previsti dal diritto internazionale, sulla sorte dei due marò ponendo fine (con una sentenza che tutte le parti in causa saranno tenute a rispettare) al lungo braccio di ferro in corso ormai da oltre 3 anni tra Roma e Nuova Delhi.

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Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, fucilieri della Marina accusati a inizio 2012 dell’omicidio di due pescatori a bordo di un peschereccio indiano a largo della costa di Kerala, dovranno così attendere il verdetto di un organismo terzo mentre alla Farnesina spetterà il compito di fermare da subito ogni iniziativa politica e legale tesa a chiedere la liberazione dei fucilieri prima della pronuncia della corte competente.

Si volta pagina così con una sorta di compromesso fondato sul diritto internazionale, per il momento, nella controversia che vede opposta l’Italia all’India, secondo quanto stabilito dal Tribunale del Mare di Amburgo che ha rimesso ordine nel discusso caso diplomatico sollevato da entrambi i Paesi coinvolti nella contesa.

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Nessuno dei contendenti potrà, se non a pena di sanzioni severe comminate dall’organo competente alla decisione di merito, fare più “passi falsi” e cioè forzare la mano sulla detenzione dei marò, anzi sia Roma che Nuova Delhi avranno l’obbligo di stilare un “rapporto di ottemperanza con le misure prescritte” dai giudici entro la data imposta del 24 settembre 2015.

In particolare, prima della sentenza de L’Aja nessun margine di rientro in patria è previsto a beneficio di Salvatore Girone e allo scadere del permesso speciale per motivi di salute anche Massimiliano Latorre dovrà tornare in India, essendo inopportuno ad avviso del Tribunale del Mare lasciare spazio a “misure provvisorie” riguardo al regime detentivo dei militari.

Tiepide le reazioni del governo Renzi, diviso tra il cauto ottimismo del ministro Paolo Gentiloni sulla vicenda arbitrale relativa ai fucilieri della Marina e l’aperto scetticismo dell’ex sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio, ad avviso del quale la sentenza di Amburgo “non va nella direzione auspicata dall’Italia.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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