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Maroni e Di Pietro: pugno duro contro i violenti

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Dopo la conta dei danni e le perquisizioni, gli strascichi degli eventi di sabato a Roma arrivano in Parlamento e si apprestano ad accendere una nuova miccia. L'ex pm Antonio Di Pietro ha infatti proposto, a fronte di una "situazione d'emergenza come l'attuale", di reinstaurare la Legge Reale "per creare una legislazione speciale e specifica che introduca specifiche figure di reato, aggravamento dei reati e delle pene oggi previste, allargamento del fermo e dell'arresto, riti direttissimi che permettano in pochi giorni di arrivare a sentenza di primo grado".

Una presa di posizione durissima, quella del leader dell'Idv, che riporta la politica e il movimento sociale agli anni di piombo, quando l'allora Ministro della giustizia, Oronzo Reale, redasse una normativa recante 'Disposizione a tutela dell'ordine pubblico' che ampliava i poteri e le immunità delle forze dell'ordine per fronteggiare situazioni di pericolo contingenti legate al terrorismo. Dall'uso delle armi, alla custodia preventiva, al divieto di utilizzare caschi o indumenti che possano rendere irriconoscibili durante manifestazioni pubbliche, la Legge Reale limita di fatto le libertà personali per garantire la sicurezza collettiva.

La proposta di "fare la 'Legge Reale 2'" piace al Ministro dell'interno Roberto Maroni, che ha detto di essere d'accordo con Di Pietro e di essere pronto nella giornata di oggi ad annunciare "nuove misure legislative, che possano consentire alle forze dell'ordine di prevenire più efficacemente le violenze come quelle di sabato". Di parere diverso invece il vicepresidente del Csm Michele Vietti, che ha spiegato di essere "contrario a legiferare sull'onda dell'emotività. Questo produce una legislazione contraddittoria e inefficace".

E nonostante al fronte del no aderiscano anche i Verdi di Angelo Bonelli - che ha condannato le violenze di Roma, ma ha definito "irricevibile" la proposta di "ridurre le libertà democratiche come è avvenuto negli anni 70" - la 'Legge Reale 2' sembra destinata ad approdare in Aula. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno infatti appoggia la linea dura: "i violenti non devono avere alcuna forma di indulgenza e di comprensione perché solo così possono essere colpiti e non c'è rischio di avere reazioni negative rispetto a questo intervento che deve essere fatto in modo preventivo tutto l'anno. Il primo passo è isolare in maniera definitiva i violenti come è stato fatto negli anni '70 quando fu isolato il terrorismo" e come lui anche il Sottosegretario all'interno Alfredo Mantovano: "auspico che non accada il bis del 14 dicembre con una risposta giudiziaria risibile, in alcuni casi irridente per ciò che è accaduto e per chi ha subito i danni più gravi, le forze di polizia".

In attesa di conoscere i provvedimenti decisi dal Ministero dell'interno, un bordata al sistema l'assesta il vicecapogruppo di Fli a Montecitorio ed ex membro del Copasir Carmelo Briguglio, che accusa i servizi segreti di palese inefficienza: "dinanzi a un disegno eversivo che è stato organizzato e preparato da estremisti e black bloc che hanno messo a ferro e fuoco Roma, unico caso in Europa, la domanda è d'obbligo: ma che hanno fatto i nostri servizi segreti, quelli alle dipendenze di Gianni Letta?". Un interrogativo che serpeggia anche tra le persone comuni e i manifestanti pacifici, che in questi giorni sul web si chiedono come e perché sabato a Roma sia stato possibile un simile scempio e che prima ancora di essere 'tutelati' da una legge come la Reale esigono una risposta veritiera, chiara e univoca.

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