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Maroni: "Impronte ai bimbi rom e no alla salva-badanti"

"Non si tratta di una schedatura etnica, bensì di una ulteriore garanzia per la tutela dei loro diritti, per evitare fenomeni come l'accattonaggio. Sarà un censimento vero e proprio per garantire a chi ha il diritto di rimanere, di poter vivere in condizioni decenti. E mandare invece a casa chi non ha il diritto di stare in Italia". Per il ministro dell'Interno Roberto Maroni, dunque, sarà necessario prendere anche ai minori dei campi nomadi le impronte digitali. Lo ha ribadito ieri davanti alla commissione Affari costituzionali della Camera.

Il responsabile del Viminale ha anche detto che i genitori che si rendano responsabili dello sfruttamento dei figli a scopo di accattonaggio perderanno la potestà. "Chi è entrato clandestinamente in Italia è clandestino, punto e basta".

Un concetto, quello di rispedire a casa i clandestini, rom o meno, che Maroni ribadisce successivamente ai cronisti quando, respingendo l'emendamento salva-badanti al decreto sicurezza per sanare le badanti di ultrasettantenni e disabili, avanzato dai ministri Sacconi e Carfagna, sottolinea che "non esistono clandestini giusti e clandestini ingiusti. E' nostra intenzione - afferma ancora il ministro - dare piena attuazione ai patti per la sicurezza sottoscritti con numerose città ma rimasti sino ad adesso sulla carta. Sono e resto contrario, per principio, a qualsiasi sanatoria generalizzata".

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