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Maroni: "Ronde di cittadini per sicurezza urbana"

La centralità leghista in seno alla vittoria del Pdl pare abbia permesso di dare un'insolita rilevanza al tema sicurezza all'interno dell'agenda di governo. Hanno infatti già riempito giornali e telegiornali le prime "ruspanti" idee in salsa padana. E' di ieri, ma gli strascichi polemici continuano oggi e proseguiranno a lungo, la proposta del futuro ministro degli interni Roberto Maroni di istituire ronde di cittadini per garantire sicurezza urbana.

Ieri Maroni, in un'intervista al "Corriere della Sera", ha parlato di una forma di vigilanza di volontari contro la criminalià "con poteri di prevenzione" (...) "più rigore contro l'immigrazione clandestina, serve più pulizia e polizia". Maroni ha paventato una "emergenza criminalità collegata all'immigrazione, spesso clandestina. Prodi ha perso le elezioni su questo e sulle tasse. Noi le abbiamo vinte sulla sicurezza e sul federalismo fiscale".

Poi, sui patti per la sicurezza nelle città, ha detto: "Non hanno funzionato bene dappertutto e sono insufficienti, anche se bisogna proseguire su questa via". L'esponente della Lega, già ministro del welfare nel governo Berlusconi dal 2001 al 2006, ha chiarito: "Non vogliamo militarizzare il territorio, ma controllarlo. Coinvolgendo le autonomie locali. Se la sinistra ci sta, bene. Altrimenti abbiamo i numeri per fare da soli".

Sulla Bossi-Fini: Va attuata con rigore, è un problema di applicazione ma la legge ha tutti gli strumenti adeguati per contrastare l'immigrazione clandestina". Infine, tornando alle ronde, ha affermato: "Anche a Bologna le fanno. Certo, viste dai Tg quelle sembrano ronde buone. Ma sono uguali alle nostre". Maroni non ha dubbi, è la strada da seguire: "Ho visto con piacere e anche con un pò di compiacimento che Cofferati ha istituito di fatto e legalizzato le ronde... Sono già legali. Si fanno già da anni in diverse città. A Milano, per esempio, ci sono i City Angels".

Maurizio Gasparri (An) non è daccordo: "Va bene i nonni davanti alle scuole, ma la competenza primaria sulla lotta al crimine spetta a polizia e carabinieri". Di Pietro avverte: "Incostituzionale prevedere che la polizia privata si possa sostituire alle istituzioni pubbliche". Poi però precisa: se per ronde si intende che i cittadini possano segnalare alle autorità situazioni di rischio, quello lo faccio anch'io. Altro è "imbracciare direttamente loro i fucili".

Per chiudere un dovto commento di Maroni sulla proposta di Rutelli che prevede un braccialetto anti-violenza per le donne: "Non bisogna aggiungere violenza psicologica a chi è già troppo spesso vittima di violenza fisica" (...) "Il braccialetto andrebbe messo ai criminali che escono dal carcere, per evitare che commettano nuovi reati". Per Maroni l'idea di Rutelli "fa un pò sorrider e, anche se l'argomento non induce al sorriso" perchè in realtà la "sicurezza si garantisce solo controllando i luoghi a rischio". Il candidato più accreditato a succedere al Viminale a Giuliano Amato non esita a ricordare che "mia nonna lasciava l'uscio di casa aperto. L'ideale sarebbe ritornare a quella situazione. E forse si può fare".

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