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Massimo Ciancimino indagato per concorso in associazione mafiosa

Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco mafioso di Palermo Vito Ciancimino e testimone nel processo al generale Mario Mori, è indagato per il reato di concorso in associazione mafiosa. L'inchiesta è quella relativa alla presunta trattativa fra lo Stato e i boss a cavallo delle stragi del 1992 e dopo, fino ai primi anni Duemila. Ciancimino jr è accusato di aver fatto da tramite tra suo padre e Bernardo Provenzano ed altri capimafia.

Sarebbero le sue stesse dichiarazioni e i documenti che ha portato in Procura dal 2008 ad oggi, analizzati dalla polizia scientifica che non ne ha escluso l'autenticità, le prove a carico del supertestimone. Ciancimino jr, infatti, negli ultimi due anni e mezzo ha riferito di aver fatto entrare e uscire lettere provenienti dai boss perfino in carcere, nei periodi in cui l'ex sindaco di Palermo era detenuto.

Contestandogli il concorso esterno, i pm palermitani mostrano di ritenere Ciancimino credibile, in particolar modo nella parte che riguarda la cosiddetta 'trattativa' tra lo Stato e Cosa nostra dopo le stragi del '92, nell'ambito della quale è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa anche il generale Mori.

L'avviso di garanzia è stato così commentato da Ciancimino jr: 'Era inevitabile l'avviso di garanzia per concorso esterno in associazione mafiosa, me l'aspettavo. Ecco perché ho esitato nel tempo a consegnare i documenti che erano in mio possesso. Comunque, nell'ambito di questo procedimento non sono l'unico indagato'. Ciancimino ha poi affermato che l'iscrizione nel registro degli indagati dimostrerebbe la 'credibilità' delle dichiazioni che ha reso, dalla 'trattativa' tra Stato e mafia al 'papello' del boss Riina. Il figlio dell'ex sindaco mafioso di Palermo ha detto: 'E' difficile potermi affrancare dall'eredità pesante del mio cognome, ma io andrò avanti'.

 (foto © LaPresse)

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