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Massimo D'Alema a Piazzapulita: "Non ho affossato io Romano Prodi, ma chi lo ha candidato"

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Massimo D'Alema ha rotto il silenzio dopo la rielezione del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Lo ha fatto con un'intervista esclusiva ad Manuela Iatì per Piazzapulita, in cui ha respinto tutte le accuse di aver boicottato l'ascesa al Quirinale dell'ex premier Romano Prodi. Non sono in pochi ad aver immaginato una regia dell'ala dalemiana del partito nella bocciatura di Prodi (acclamato all'unanimità poche ore prima dello scrutinio dai gruppi parlamentari del Pd) come Achille Occhetto che ha parlato di "un vero e proprio complotto" o il governatore siciliano Crocetta ("Chi ha tradito? Chiedete a Renzi e D'Alema")

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L'ex segretario dei Ds ha dichiarato di non avere alcuna "responsabilità" sulla mancata elezione di Romano Prodi, addossando la colpa del flop a chi lo ha candidato "in modo francamente assurdo". Così, ai microfoni di Piazzapulita, D'Alema ha risposto a chi lo accusa di aver pilotato alcuni dei 101 'franchi tiratori' che hanno impallinato Prodi: "Quale regia, di che cosa? Non ho potuto impedire che quindici persone mi votassero" ha dichiarato D'Alema.

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Piuttosto, l'ex parlamentare Pd rilancia e chiama in causa la stragegia fallimentare del partito: "Dietro la sconfitta di Prodi c'è la regia di chi lo ha candidato in un modo francamente assurdo, perchè non si può tirare fuori in questo modo la candidatura di Prodi senza una preparazione, senza un'alleanza. Si cercano capri espiatori, per errori politici che sono stati compiuti, in persone che non c'entrano nulla. Io, come vede, vado a spasso con il cane, non organizzo complotti, non faccio parte di nessun organismo".

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Le parole di D'Alema, che non è in Parlamento e non ricopre ruoli direttivi tra i Democratici, arrivano alla vigilia di una direzione del Pd che sarà una resa dei conti interna. Sempre a Piazzapulita Matteo Orfini annuncia che proporrà all'assemblea la candidatura di Matteo Renzi a premier di un governo di grande coalizione, mentre Debora Serracchiani si mostra scettica all'ipotesi e si affida alla scelta autonoma di Giorgio Napolitano. La stessa neogovernatrice del Friuli, fresca di vittoria alle elezioni regionali, annuncia che chiederà spiegazioni sulla candidatura di Marini, sul rifiuto di dialogare sul nome di Rodotà e sui franchi tiratori che hanno affossato Prodi, auspicando che si facciano avanti ed escano dal segreto.

Sulla direzione del Pd e la possibile scissione del partito, intervistato a Piazzapulita, D'Alema preferisce non commentare: "Non credo, ma non ne ho idea, guardi, io non faccio parte nè dei parlamentari del Pd nè degli organismi dirigenti del Pd, non vedo perchè lei si rivolga a me". Annuncia però che ricorrerà alle vie legali contro chi lo accusa di aver tramato per far naufragare la candidatura al Colle del padre fondatore dell'Ulivo: "E'una vergogna, una vergogna autentica, chi dice questo è un calunniatore, io lo denuncerò".

Video Massimo D'Alema a Piazzapulita: "Nessuna regia contro Prodi"

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