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Mastella al GP di Monza con l'Airbus presidenziale

Il settimanale "L'espresso", in un'inchiesta pubblicata sul numero in edicola oggi, accusa il Guardasigilli Clemente Mastella di aver usufruito dell’airbus di Stato per recarsi al Gran premio di Formula 1 a Monza con figlio e altre persone a seguito.

Nel lungo articolo dal titolo "Senza grazia e senza giustizia" corredato da foto  e firmato da Gianluca Di Feo, si legge: "I magistrati non hanno la benzina per le auto ma il ministro della Giustizia non lesina certo sul carburante. Soprattutto quando si tratta di accontentare amici e famiglia. E concedersi una bella gita domenicale. Sì, perché per l'escursione al Gran Premio di Monza Clemente Mastella non ha badato a spese, tutte però a carico di altri. Il Guardasigilli ha volato da Salerno a Milano con l'aereo di Stato. Non un jet qualunque, ma l'Air Force One italiano: uno dei lussuosi Airbus presidenziali, praticamente una suite con 40 poltrone e ogni genere di comfort".

Di Feo inoltre non risparmia "curiosi" particolari del tipo: "Il responsabile della Giustizia italiana passa la mattinata nei box della Renault dell’”amico Flavio" [...] "poi a sorpresa sale sul podio per premiare il terzo classificato, il ferrarista Raikkonen".

Ieri, appena saputo dell'inchiesta, il Portavoce del Ministro aveva subito replicato: "Si è trattato di una visita ufficiale ad una manifestazione nazionale che ha grande importanza internazionale e alla quale il ministro ha preso parte per poi rimanere in Lombardia anche a causa di altri impegni politico-istituzionali. Ma soprattutto è necessario chiarire che per ragioni di sicurezza, che sono prioritarie, il ministro della Giustizia non può viaggiare come un libero cittadino, come peraltro non lo possono fare coloro che, correndo seri rischi, sono oggetto di tutela da parte dello Stato".

Mastella, che ancora non parla del caso sul suo blog personale, ha poi deciso di "difendersi" di persona attaccando il settimanale: "Se qualcuno, nella sinistra populista-editoriale, pensa di colpirmi negli stinchi e, attraverso me, di provocare la caduta del governo Prodi, ha sbagliato di grosso i suoi conti. L’attacco viene da un ambiente editoriale-finanziario preciso. Ho il sospetto che questo gruppo abbia deciso che Romano Prodi deve andare a casa. Ecco, colpiscono me per colpire Romano".

Oltre alla motivazione istituzionale, i ventimila euro stimati dal "L'espresso" come costo della "gita al GP" sarebbero giustificati da importanti misure di sicurezza necessarie a tutelare il Guardasigilli e i cittadini tutti: "Per il suo ruolo istituzionale di Guardasigilli e per alcuni gravi episodi di minaccia che sono stati registrati nei suoi confronti viene garantito il massimo livello di sicurezza, cosiddetto L1, attribuito alle alte cariche dello stato e a pochissimi altri Ministri" precisano dal Ministero.

Attendiamo gli sviluppi dell'inchiesta, se ce ne saranno, voi intanto che ne pensate?

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